AAA cercasi progettisti, velai, attrezzisti, maestranze specializzate, velisti e giovani desiderosi di vivere una traversata oceanica a bordo di un 6,48 metri che profuma di essenza, tradizione e cultura. L’appello è di Vela e Legno, il progetto nato nel 2013 a Faenza dalla passione per il mare, la vela e il legno, appunto, di Andrea Foschini
di Olimpia De Casa
Sostenibilità e competitività: sono gli obiettivi di 6e48, il progetto che Vela e Legno sta mettendo in acqua insieme a giovani, eccellenze del territorio, professionisti che operano nella nautica e quanti sono animati dal sano desiderio di vincere, per portare nel 2027 in oceano (dalla costa francese ai Caraibi, passando per le Canarie) un Mini 6.50 molto speciale. A bordo di Romagna mia, un 6,48 metri costruito rigorosamente in legno da maestranze specializzate, serve un equipaggio di progettisti, maestri d’ascia, attrezzisti, velai, velisti, tanti ragazzi con voglia di fare e, naturalmente, uno skipper. Un team d’eccezione, dunque, con un invito aperto anche a chi lavora nell’enogastronomia perché quando si sta un mese in oceano, soprattutto se si salpa dalla Romagna, l’alimentazione – e il buon vino per l’arrivo – sono importanti quanto la navigazione.
Un progetto dedicato ai giovani che vogliano investire il loro tempo per regatare nei circuiti più importanti della vela mondiale, testimoniando il racconto di un’avventura che rimanda all’essenzialità dell’andar per mare, alla capacità di fare impresa limitando l’impatto sull’ambiente in cui viviamo, alla forza e al valore di una squadra inclusiva in grado di fare la differenza. Il contesto è il circuito dei solitari per eccellenza, il trampolino dei velisti per antonomasia, la Classe Mini 6.50, che alla partenza della Mini Transat richiama tradizionalmente sulle banchine di Les Sables d’Olonne decine di migliaia di persone.

Muscadet e Gros Plant, i disegni di Harlé da cui prende forma 6e48
Il Gros Plant è un vitigno che cresce su terreni sassosi misti a rocce ignee, accarezzato dal sole e dal profumo dell’oceano, parente stretto del Muscadet, altro vino della Loira Atlantica. Muscadet e Gros Plant sono anche i due disegni di Philippe Harlé alla base della barca che Vela e Legno ha intenzione di realizzare. Entrambi con un passato di tutto rispetto nel circuito della Classe Mini che dal 1977 è fucina di navigatori, sono i progetti (intramontabile il primo, concepito per vincere il secondo) che meglio rappresentano la nautica per tutti, la “2CV” del mare. 6e48 nasce quindi dai disegni francesi, realizzati naturalmente a mano, che saranno rivisti e migliorati per sviluppare ulteriormente la competitività di Romagna mia.
La sostenibilità di 6e48
«Per abbracciare la causa dello sviluppo sostenibile, non basta fare un giro del mondo con scritto “aboliamo la plastica” e poi sedersi su una barca fatta appunto di plastica o di carbonio». Ne è convinto Andrea Foschini di Vela e Legno, che aggiunge: «La vera sostenibilità è quella che si mette in pratica. Il progetto 6e48 nasce quindi con il chiaro intento di ridurre al minimo l’impatto ambientale in fase di costruzione dello scafo. Il significato più profondo è dimostrare che si può navigare con risorse economiche anche limitate, con barche semplici ed essenziali, a patto che siano marine, fatte bene e condotte da un equipaggio molto preparato e consapevole del rispetto che si deve al mare e al suo ecosistema. La costruzione impiegherà pertanto solo materiali ecologici: legno, ma anche resine, colle e vernici di ultima concezione in chiave efficienza ed efficacia sostenibile».
Vela e Legno, l’anima del progetto
Nata con l’obiettivo di portare la nautica fuori dai confini della nautica stessa, Vela e Legno è l’iniziativa ideata e condotta da Andrea Foschini per recuperare e rilanciare il mestiere del maestro d’ascia attraverso una campagna costante di informazione e divulgazione culturale e sociale, l’introduzione delle tecnologie più aggiornate all’interno dei cantieri che operano sul territorio e, non ultimo, la costruzione di percorsi di formazione specifici e completi che ancora faticano a realizzarsi in maniera strutturata, ma che sono quantomai richiesti data la penuria di professionisti e personale qualificato. Un insieme di attività volte, in estrema sintesi, a non perdere i valori che accompagnano la cantieristica storica e a tramandare saperi e abilità per poter dare continuità a un’eccellenza importantissima del territorio italiano.


