Emergenza Salento
"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Club Nautico Marina di Carrara, un futuro avanti tutta

Pubblicato il:

Condividi:

Il Club Nautico Marina di Carrara, che nel 2022 soffia sulle prime settanta candeline, programma presente e futuro insieme ai grandi campioni della vela. L’obiettivo: allargare la platea degli iscritti grazie ad un’offerta interdisciplinare capace di promuovere lo scambio di valori ed esperienze di una polisportiva plurigenerazionale e pluridecorata

(di Olimpia De Casa)

È lucida la visione di Carlandrea Simonelli, presidente del Club Nautico Marina di Carrara, che, da velista e armatore che ben conosce le dinamiche agonistiche e del fare squadra, traccia l’inizio di un nuovo corso, chiamando a raccolta i protagonisti degli anni d’oro del CNMDC. Lo sguardo al passato non vuole cercare la ricetta di quell’alchimia, ma offrire ai giovani sportivi del territorio la stessa grande ricchezza ricevuta dai campioni portacolori del guidone gialloblu tra gli Anni ’70 e ’80.

L’immagine di questa “brigata” ritrovata (da sinistra nella foto, Luca Santella, Maurizio Muracchioli, Tommaso Chieffi, Antonio Santella, Ugo Vanelo, Guglielmo Vatteroni, Andrea Madaffari, Carlandrea Simonelli, Alberto Manfredini, Paolo Bottari) ha il potere di riaccendere ricordi nitidi che aprono personali cassetti della memoria: a partire da quello di me bambina, undicenne, che nel’86, insieme a papà (neanche a dirlo ex velista, sull’allora glorioso J24 Springbok di Michael Trimming), mamma e Andrea, mio fratello gemello, era presente in banchina al varo tecnico di Italia II, la seconda barca del Consorzio Italia (Yacht Club Italiano) consegnata a Bocca di Magra, base del team, e poi spedita a Fremantle, Australia, per la Coppa America 1987, cui il nostro Paese partecipò con due consorzi sfidanti, lo Yacht Club Costa Smeralda con Azzurra 3 e, appunto, lo Yacht Club Italiano con Italia I. Momenti di grande emozione e stupore per una bambina con gli occhi che brillano di fronte al gran pavese che vestiva a festa quella barca coi suoi sportivi muscolosi pronti a farla correre di lì a poco nelle acque australiane per accendere l’orgoglio del popolo italiano di navigatori. I poeti e, soprattutto, i santi in quel frangente non furono solidali: la bottiglia lanciata dalla madrina sul dritto di prua si infranse solo al terzo tentativo, procurando tra l’altro il ferimento, superficiale, della malcapitata signora. Quel fatto (la credenza vuole che se non si rompe la bottiglia al primo lancio arriva la sfortuna…) si dimostrò, ahimè, apripista di una serie di sorti avverse, dall’incagliamento nella secca del fiume, appena salpati in direzione La Spezia, all’incidente alla gru, durante il varo ufficiale, che perse stabilità precipitando sulla barca, per non parlare della sorte del principale sponsor, Maurizio Gucci… Il risultato fu il settimo piazzamento di Italia I – preferita a Italia II, ma non per scaramanzia – al termine dei Round Robin.

La cronaca infausta di quella campagna di Coppa non rende meno vivido il ricordo di quel giorno in riva al Magra, cui si aggiungono quelli offerti con l’apertura di un secondo cassetto suggerita dalla recente reunion al Club Nautico Marina di Carrara: quello di me adolescente quando, nel 1992, all’età di 17 anni, aspettavo con ansia la telefonata di papà, che da San Diego mi raccontava, in tempo quasi reale, il dietro le quinte del team del Moro di Venezia, che aveva visto l’industriale ravennate della Montedison, Raul Gardini, ingaggiare al timone Paul Cayard, il «baffone» di San Francisco capace di portare il Moro a vincere la Louis Vuitton Cup battendo i neozelandesi di New Zealand.

Papà era volato a San Diego in quanto a capo dell’Ufficio Nuovi Progetti dell’Intermarine (all’epoca Gruppo Montedison), che aveva progettato la barca appoggio (un catamarano a motore) del Moro di Venezia. Nonostante la sconfitta in finale contro gli irraggiungibili americani di America Cube, quella del Moro di Venezia passa alla storia come una partecipazione superba e, per il mio personale trascorso, come una delle esperienze di «vela a distanza» più bella e «partecipata».

Le due digressioni personali testimoniano il valore del poter trasmettere competenze, esperienze, vissuti alle nuove generazioni, quelle verso le quali ognuno dei grandi campioni di vela si è impegnato a scrivere le nuove pagine del diario di bordo del Club, con iniziative tese a stimolare quella crescita sportiva, e prima ancora sociale, garantita dalla sua rinnovata accoglienza. L’intento è quello di costruire una struttura sportiva di riferimento per il territorio, puntando sull’aggregazione offerta dalle sezioni, al momento già strutturate ma a sé stanti, di vela, nuoto, pallanuoto, tennis e padel. Per limitare la dispersione fisiologica della frequentazione magari solo estiva del singolo corso, la dirigenza sta progettando un’offerta allettante che, partendo dalla centralità dello sport per la crescita fisica, emotiva e sociale di bambini e ragazzi, spinga gli atleti del Club Nautico ad abitarne tutto l’anno gli spazi, eleggendoli a luogo ideale per la loro vita di incontri e scambi di conoscenze. Simonelli fa quindi tesoro dei racconti dei soci (circa 700), come quello di Maurizio Muracchioli che, con un trascorso agonistico nell’altura, riferisce di essere rimasto affascinato dalla vela a dodici anni, uscendo dai campi da tennis del Club che ancora oggi si trovano di fronte alla base velica: «Ho visto una barca arrivare velocissima, una visione stupenda di colori, sveltezza e sincronismo. Trascurai il tennis e il calcio, avevo visto ciò che volevo: la vela». La barca in allenamento nel porto quel giorno era quella di Manfredini e Pregliasco, altro equipaggio d’oro gialloblu.

www.clubnauticomarinadicarrara.net

Ultimi articoli

Wallypower58, debutto mondiale in Laguna

Debutta in anteprima mondiale al Salone Nautico di Venezia (dal 28 maggio al 5 giugno 2022 negli spazi dell'Arsenale) l'innovativo wallypower58, naturale trasformazione del...

Columbus Crossover 40, al via la costruzione

Sarà consegnato nella primavera 2024 il nuovo Crossover di 40 metri di Columbus Yachts, brand di Palumbo Superyachts. È infatti partita presso il cantiere...

Accessori, la prima di Guidi a Venezia

Crescita chiama crescita. All'aumento della forza attrattiva del Salone Nautico di Venezia, che da sabato 28 maggio a domenica 5 giugno celebrerà la sua...

Da Azimut un 13 metri outboard di pura Verve

Potenza, design e comfort in versione extra compatta. È quanto propone Azimut con il nuovo Verve 42, il modello più piccolo della famiglia di...

Davì arriva a Los Angeles, il video dell’impresa

All'arrivo al porto di San Pedro, a Los Angeles, lunedì 23 maggio, alle 13 ora locale (le 22 in Italia), non poteva che esserci...

RSY 38M EXP, M/Y Emocean sul tetto del mondo

“Uno yacht che sa distinguersi dagli altri”: è la definzione data dalla giuria dei World Superyachts Award 2022 all'RSY 38M EXP M/Y Emocean. Il...

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui