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IBSA, Bona si prepara alla Route du Rhum

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Con la partecipazione di Alberto Bona alla prima regata del “Championnat Figaro de France Elite de Course au large” in solitario, Classe Figaro Beneteau, disputatasi lo scorso 19 aprile, ha preso il largo il progetto internazionale Sailing into the Future. Together, che vede l’azienda farmaceutica IBSA protagonista di un’impresa triennale accanto allo skipper Alberto Bona e il suo team. Prima tappa la Route du Rhum, in programma il 6 novembre con partenza da Saint Malo e arrivo all’isola di Guadalupa. È iniziata, quindi, a pieno regime la preparazione atletica necessaria ad affrontare la regata transatlantica in solitaria che vedrà Bona al timone del nuovo Mach5, un Class40 costruito dal cantiere JPS Production e appositamente progettato da Sam Manuard.

«Con il progetto Sailing into the Future. Together non sosteniamo solo la preparazione e la partecipazione di Alberto Bona alla Route du Rhum. Come azienda – spiega Giorgio Pisani, vice presidente Southern Europe di IBSA e leader del progetto – viviamo metaforicamente la navigazione in barca a vela come esperienza di vita e coraggio, di viaggio a completo contatto con la natura e con la sua forza. Ci siamo impegnati in questo progetto che dà concretezza ai valori e ai pilastri di IBSA – persona, innovazione, qualità, responsabilità – per sensibilizzare in modo sempre più attivo verso la sostenibilità ambientale e sociale, promuovendo non solo il rispetto della natura, ma anche l’inclusione e l’integrazione, dedicando maggiore attenzione a chi si trova in situazioni di difficoltà, disagio sociale o vive una disabilità».

Anche la storia di Alberto Bona non è solo quella di un navigatore, ma di uno sportivo che si fa portavoce di una nuova coscienza verso la responsabilità ambientale e sociale. La sua passione per la vela, coltivata fin da piccolo, si è trasformata, dopo la laurea in filosofia, in una carriera promettente costellata da esperienze di grande successo. Per affrontare la prossima, Alberto è seguito dal preparatore atletico Andrea Madaffari, veterano del settore con alle spalle due vittorie ai campionati del mondo, nel 1989 e nel 1991, e quattro partecipazioni alla Coppa America, tre da preparatore atletico e due da grinder. È stato anche preparatore atletico della squadra olimpica della Nazionale di vela per la campagna quadriennale verso i Giochi di Atlanta del 1996 e oggi si dedica a tempo pieno alla preparazione degli atleti.
«Molti non immaginano cosa ci sia dietro la preparazione di un velista. Nelle derive senza bulbo, dove la possibilità di scuffiare è sempre in agguato – spiega Andrea Madaffari -, gli atleti necessitano di una preparazione specifica. Stessa cosa per i velisti impegnati su barche con grandi equipaggi, quelle con i foil di ultima generazione, sino alle barche come quelle che usa Alberto, nate e pensate per alte prestazioni nel tempo e con una manovrabilità strutturata tecnicamente per permettere a un solo velista di manovrare anche in condizioni estreme. Buona parte dell’attività del velista è mirata a tirare con più forza, più capacità, più resistenza e più salute. La vela d’altura, quella in cui è impegnato Alberto, è un’attività che alterna periodi di alta intensità di manovra a periodi di relativa minore intensità, con la necessità di avere tanta potenza, sia aerobica sia muscolare. La sua preparazione non è finalizzata solo alla ricerca della performance in regata, ma anche ad alzare il suo livello di fitness generale per affrontare competizioni di molti giorni con uno stato di salute eccellente».

La preparazione di Alberto è quindi un insieme di attività aerobiche e muscolari, alternate. Utilizza piccoli attrezzi di potenziamento che gli consentono di allenarsi liberamente ovunque si trovi. Lo fa confrontandosi settimanalmente anche con Sidney Gavignet, che lo aiuterà a sfruttare al massimo il suo potenziale. Sidney, che per 35 anni ha vissuto di competizioni in mare, ha alle spalle una partecipazione all’America’s Cup, quattro giri del mondo e 35 Transat. Oggi mette a servizio la sua esperienza per contribuire a un migliore utilizzo del potenziale individuale. Per Alberto sarà Technical Manager, preparatore mentale e allenatore.

«La regata è legata al fattore sportivo, ma è anche una maratona, il progetto nella sua interezza lo è. La barca non è ancora in acqua – racconta Alberto Bona -, ma sono due mesi che lavoriamo e ci sono già tanti obiettivi da raggiungere. Il primo è quello di formare un team di cui Sidney Gavignet è stato il primo membro. L’ho conosciuto l’anno scorso durante un Campionato Europeo in Mediterraneo e l’ho scelto per accompagnarmi nella preparazione del progetto perché è un gran navigatore con una vastissima esperienza. Parliamo di progetto e non solamente di regata, perché essere il centro di questo percorso non vuol dire essere solo uno skipper, mettersi in mare per regatare, c’è molto altro. Abbiamo scelto un approccio a 360°, immaginando che tanti piccoli obiettivi da raggiungere ci porteranno ad arrivare alla corsa consapevoli di aver superato tanti piccoli traguardi, tante piccole vittorie».

Tutte le fasi del progetto Sailing into the Future. Together sono raccontate sul nuovo sito www.ibsasailing.com, disponibile anche in lingua inglese e francese, con contenuti fotografici, video e news sulle iniziative di responsabilità sociale di IBSA e sul viaggio di Alberto Bona, la sua preparazione verso la Route du Rhum, il team e la nuova imbarcazione.

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