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"Nel ricordo di Alessandro Risolo"

Sophid, la vera finestra su Karpathos

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Estate venti ventidue, destinazione Grecia, isola di Karpathos, citofonare Sophid. Ma non fatevi “ingannare” dalle immagini che vedete nella gallery: il resort è ancora molto più bello di come appare. Parola di chi c’è stata. Tuttavia, sarebbe scontato raccontare di spiagge bianche, acque cristalline, paesaggi mozzafiato, sole, brezza nei capelli. Come sarebbe scontato riferirvi di camere lussuose, ciascuna con piscina privata. Di una cucina deliziosa capace di interpretare la tradizione in chiave contemporanea. Di una boutique interna gestita da una signora très chic, Paola, che per anni ha vestito la Milano che conta. Di una palestra attrezzata Technogym e una spa. Sophid è certamente tutto questo, ma soprattutto è casa. In cui l’ottimo padrone, sir Giuseppe Baxiu, oltre a viziare i suoi ospiti, li illumina con interessanti analisi sul mondo dell’alta finanza. Sempre “sul pezzo”, volentieri li guida alla scoperta dell’isola, che conosce palmo palmo. L’isola vera, la Karpathos decisamente poco turistica, quanto piuttosto selvaggia, un diamante grezzo per dire, con sfaccettature magnetiche. Irregolari, talvolta ipnotiche.

Karpathos, abbracciata dal mare mar Egeo, stretta tra Rodi e Creta, ha qualcosa di magico in effetti. L’aria odora di fiori e salmastro, ma anche di un profumo energizzante, non meglio identificato, che sembra salire dal centro della terra. Un profumo che resta nella memoria olfattiva e sortisce, una volta tornati a casa, l’effetto “mal d’Africa”. Per la verità, la malinconia dipende anche da questioni più terrene: George Gerogiev, lo chef, prepara (a qualunque ora del giorno) i migliori club sandwich del mondo, accompagnati da croccanti patatine fritte e speziate che creano dipendenza. Da Sophid si sta un gran bene perché pur avendo tutti comfort a portata di mano, l’atmosfera è rilassata. Le formalità restano chiuse in valigia. Dal momento della colazione, in cui viene servito ogni bendidio, all’ultimo Gin Mare degustato la sera tardi a bordo piscina sotto il cielo blu illuminato solo dalla luna, quel che basta per stare comodi è il sorriso. Non è richiesto niente altro.

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