CRN, la sartoria del mare per «armatori doc»

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  • CRN, gli schizzi
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  • CRN, man at work
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  • CRN
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  • CRN, come nasce una barca
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  • CRN, MY Voice
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(di CHIARA RISOLO)
«Prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni». La frase di Vincent Van Gogh sintetizza l’Alfa e l’Omega di un sentimento molto umano: trasformare un’idea in qualcosa di concreto. Vero è che il grandissimo pittore bastava a se stesso per compiere l’affascinante viaggio tra dimensione onirica e realtà, ma questo non significa che chi non possieda doti particolari debba abdicare alla realizzazione del proprio desiderio. Ciò che conta è affidarsi a mani e menti capaci di tradurre al meglio ciò che l’immaginazione ha già visto. E amato. Basta trovare l’interprete più acuto, in grado, perché no, non soltanto di assecondare, ma anche di suggerire geniali inversioni di rotta. Pensiamo, per esempio, a un armatore: sogna la sua barca, quella perfetta, quella che ancora non c’è. Sarà unica, soltanto sua, non replicabile. E pensiamo a chi ha tutte le carte in regola per soddisfare l’ambiziosa visione. A eccellenze come CRN, storico cantiere navale di Ancona, nonché brand di Ferretti Group, specializzato nella progettazione e costruzione di yacht a partire dai 45 metri, completamente custom. Una vera e propria «sartoria del mare» che dal 1963 «taglia e cuce» bellezza sur-mesure.
ATTENZIONE PERÒ: solitamente si pensa che sia sufficiente essere un big spender per ottenere ciò che si desidera. Invece no. Il percorso dalla progettazione alla realizzazione di uno yacht è lungo, complesso e parte anzitutto dall’ascolto molto attento dell’armatore e del suo staff a cui CRN dedica un team di commessa di project manager, ingegneri, architetti, tecnici specializzati e artigiani perché il dialogo sia costante, fluido e costruttivo. Come, del resto, è altrettanto complesso sintetizzare la narrazione del «viaggio» che porta alla nascita di un true custom yacht, poiché è un processo creativo e costruttivo molto articolato e strutturato. Gentedimare2.0, proprio grazie all’aiuto di CRN, racconta qui i principali passaggi.
SI PARTE DA UN FOGLIO BIANCO e i tratti si rivelano con maestria millimetro dopo millimetro. Anzitutto, è fondamentale sapere non soltanto che tipo di barca desideri l’armatore ma che cosa si aspetti da questa, come la voglia vivere, «abitare». In base a queste informazioni si formulano proposte che portano via via alla stesura di un piano generale iniziale con loverview degli spazi interni ed esterni. Questa osmosi, soprattutto dialettica, può durare mesi, anche più di un anno e conduce alla sintesi perfetta, senza compromessi, di tutti gli elementi: scafo, prua, poppa, lunghezza, baglio, pescaggio, prestazioni, layout degli esterni, degli interni, nonché la loro correlazione come la collocazione e il layout della suite armatoriale, dei saloni, della sala cinema, delle piscine, degli spazi social, di quelli a stretto contatto con il mare, oltre al design del beach club, dell’area fitness e benessere, della tender bay e il rimessaggio di tutti i water toys.
DA QUI SI APRE UN NUOVO CAPITOLO. Il compito di scriverlo spetta al project manager insieme con gli ingegneri dell’Ufficio Tecnico che si occupano di perfezionare le fasi di progettazione strutturale e ingegneristica e con i project architects, impegnati, invece, nella creazione e sviluppo degli interni. A questo punto si identificano i singoli ambienti, sempre in base ai desiderata dell’armatore che, attraverso diversi rendering e successivamente moodboard (pannelli con un patchwork di materiali campione fully-custom), può toccare con mano texture e pattern.
IL VIAGGIO PROSEGUE con lo sviluppo del progetto architettonico composto da disegni in scala 1:20 che descrivono minuziosamente i concept di tutti i locali e i principali materiali utilizzati. Stili, materiali, colori, tessuti, finiture, tutto può essere personalizzato, anzi è proprio questa la forza del cantiere che spesso si avvale dell’inimitabile (e invidiato) saper fare di artigiani italiani. Si prosegue con gli shop drawing, disegni in scala 1:10 che descrivono prospetti e sezioni di ogni spazio, creando mok-up in scala 1:1 di singole porzioni.
IL SOGNO A QUESTO PUNTO È PRONTO per essere “realizzato” e quindi costruito. Il primo step riguarda la costruzione dello scafo e poi della sovrastruttura, cui seguono i lavori di carpenteria, allestimento e dell’impiantistica di bordo. E mentre lo scafo esterno viene stuccato e verniciato, entra in gioco la falegnameria, interna al cantiere e fiore all’occhiello di CRN, che si occupa di costruire gli ambienti a bordo e tutti gli arredi correlati. Le varie fasi produttive procedono in contemporanea e in perfetta simbiosi nelle diverse zone dello yacht. Naturalmente l’armatore insieme con il suo team è costantemente coinvolto e, arrivato a questo punto, può iniziare davvero a «sognare ad occhi aperti»: dopo il varo, i diversi test e i collaudi, la consegna dello yacht è a un passo da lui. La sua barca, quella sognata, quella che ancora non c’era, è stata finalmente «dipinta». Proprio come un quadro di Van Gogh.

SI SCRIVE CRN M/Y VOICE, SI LEGGE TRUE CUSTOM YACHT
Consegnato al suo armatore lo scorso Luglio, questo yacht è un 62 metri in acciaio e alluminio realizzato in partnership con il rinomato studio di architettura Nuvolari Lenard. È, tra gli altri gioielli del Cantiere, la prova di quanto raccontato sopra, l’emblema del concetto fully custom per CRN. L’armatore desiderava un’opera che fosse unica in tutti i suoi aspetti, che esprimesse bellezza e maestosità, che fosse tecnologicamente avanzata, confortevole e dalle altissime prestazioni. E naturalmente, che rispecchiasse la sua personalità. Tra i desiderata, soltanto per citarne alcuni, la piscina da capogiro nel sun deck, particolarmente ampia per sfruttarla anche in navigazione, zone social dislocate in tutte le aree della nave e i colori dello scafo identici a quelli di una delle sue automobili preferite.
PAROLA D’ORDINE: COMFORT
L’armatore ha richiesto livelli molto avanzati (approvati dal RINA) e personalizzati, riservati anche ai membri dell’equipaggio. Impossibile non citare limpianto audio realizzato per eguagliare le prestazioni di uno studio musicale e gli standard di Information Technology (certificati dal Lloyd’s Register of Shipping) per garantire riservatezza e cyber security. E ancora, estremamente minuzioso il lavoro di progettazione dell’insonorizzazione: per raggiungere un sostanziale abbattimento del suono (circa 55/60 decibel), sono stati condotti studi approfonditi, in particolare sulle paratie di compartimentazione e sulle porte divisorie delle aree interne, e sono state utilizzate ben 70 tonnellate di materiale isolante (circa il doppio rispetto a un’imbarcazione di questa metratura).
ECO E PERFORMANTE SÌ, MA SUR-MESURE
Per contratto Voice doveva raggiungere una velocità massima di navigazione di 16 nodi, ma CRN è riuscito a portare la velocità massima a 16,5 con unautonomia di 5 mila 500 miglia. Inoltre, Voice ha ottenuto la certificazione IMO TIER III che garantisce una diminuzione del 70 per cento delle emissioni nocive degli ossidi di azoto contenuti nei gas di scarico dei motori. Ed è anche full AUT-UMS, ovvero può essere governata totalmente con l’automazione, quindi senza presidio continuo. Naturalmente, questi sono soltanto alcuni degli asset di Voice, gioiello che sta già solcando i mari. E se qualcuno avrà la fortuna di scorgerlo in navigazione, sappia che… sì, è un sogno. Ma occhi aperti.
VOICE, LA CARTA DI IDENTITÀ
LUNGHEZZA  62.00 m
LARGHEZZA 11.50 m
PESCAGGIO 3.15 m
STAZZA LORDA 1280 GT
PONTI 5
PROGETTAZIONE NAVALE, CRN ENGINEERING
DESIGN ESTERNI NUVOLARI LENARD
DESIGN INTERNI NUVOLARI LENARD

 

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