Buon vento papà

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ANTONIO RISOLO, GIORNALISTA. MIO PADRE

Sei anni fa la tua telefonata: «Chicca ho in testa un progetto, vorrei fare un blog dedicato alla nautica. Vorrei chiamarlo Gentedimare tutto attaccato, ma sono vecchietto, mi dai una mano?». Anche se non avessi voluto, non ti avrei mai detto «no». Per amore suppongo. Allora non distinguevo la prua dalla poppa. Ero scettica e un po’ spaventata, ma le tue idee, anche le più folli, in fondo mi sono sempre piaciute e insieme abbiamo iniziato questa bellissima avventura. Come due colleghi. Io rispettando il tuo passo svelto e cinico da cronista, tu rispettando (non sempre) il mio, più lento e cerebrale tipico di chi come me è nato e cresciuto in un settimanale. Dopo un anno mi hai detto: «Cazzo ci leggono in tanti, perché non registriamo il sito in tribunale così diventa testata giornalistica?». «Sì papà». Hai messo l’anima in queste pagine. Anzi «paggine», come dicevi tu. Una g di troppo che tradiva le tue origini salentine, che faceva ridere di gusto Ginevra, la tua nipotina. «Mamma, il nonno che non sbaglia un verbo dice paggina». Io sono sempre stata dietro le quinte di Gentedimare, perché tra i due Risolo, il capo sei sempre stato tu. Ogni volta che un pezzo veniva letto da migliaia di persone mi ripetevi : «Non male per due mozzi come noi». Hai ragione papà, non male. Anzi benissimo. Perché là fuori ci sono moltissime persone che in questi giorni mi hanno inondata di messaggi di stima e affetto per te. Per quello che hai scritto, per quello che hai detto, per quello che hai dato. In ospedale, oltre a darmi una serie infinita di ordini (in perfetto stile Risolo), hai anche disegnato la «paggina» del Giornale di Bordo, rubrica nautica che da dieci anni esce con Il Giornale. «Per le foto chiama Sculati, lui sa, poi senti Besenzoni, Ferretti e Vettese per Venezia». La tua «paggina», papà, uscirà martedì 25 maggio. Tu hai deciso di prendere il largo il 21, ma è vero… I giornali escono sempre, anche se si muore (è una delle prime cose mi ha insegnato). Prezioso per questa missione quasi impossibile, l’aiuto del collega, Pierluigi Bonora che non finirò mai di ringraziare. Quanto a Gentedimare, papà, io vado avanti. Sarò vela, tu vento. Guai a te se smetti di soffiare. E per ogni mia avaria, so che qualche tuo amico sarà lì, pronto a tendermi la mano. Intanto mi tengo per sempre la tua al cuore. Soltanto una. L’altra l’hai data al tuo amatissimo figlio Alessandro, mio fratello. Avevi voglia e urgenza di raggiungerlo. L’ho capito. E di te ho amato anche questo. Buon vento papà.

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13 Responses to Buon vento papà

  1. Monica ha detto:

    Grazie Antonio per tutti questi anni che hai condiviso con noi lettori! Per sempre e sempre nel cuore!

  2. Cinzia ha detto:

    Un privilegio averlo incontrato.
    Mancherà tantissimo.

  3. Roberto Stasio ha detto:

    Ciao Chiara non ci conosciamo ma è come se lo fosse, da anni. Perché Antonio mi parlava spesso di te e di Alessando e ogni volta gli brillavano gli occhi. Ho conosciuto tuo papà circa 20 anni fa, quotazione in Borsa di Ferretti, noi di Barabino seguivano la comunicazione dell’Ipo. Era burbero e poco incline al dialogo ma dopo poco diventammo buoni conoscenti ( amici mi sembrava troppo). Da li in avanti non c’era salone o manifestazione dove non ci si incrociasse, lui sempre inappuntabile in giacca e cravatta anche con 35 gradi, bravo e competente, sempre sul pezzo. Poi a un Salone di Genova ( io sono genovese e giocavo in casa) lo invitai a cena a casa mia. Li per li dovetti insistere ma poi venne e fu la prima di una serie di occasioni bellissime che, anno dopo anno, si ripetevano. Gli piaceva casa nostra, si rilassava davvero dopo giornate frenetiche a rincorrere armatori e imprenditori presidenti e Ceo,fuggendo a tutti gli eventi mondani che classicamente si ricorrevano nei 9 ( all’epoca) giorni di Salone. Ecco, dopo quelle sere diventammo anche amici o,almeno io così lo consideravo, sempre disponibile, attento alla forma ( i fiori a mia moglie il giorno dopo per ringraziare), gli auguri per tradizione al telefono a Natale e a Pasqua ( mi precedeva sempre!). Io gli mandavo dei wap a cui rispondeva ma sapevo che non gradiva. L’ultimo qualche giorno fa, quando nominarono Caputo Direttore del giornale. Gli scrissi ” certo che potevano nominare te”. Non sapevo che era già in ospedale da cui non sarebbe più uscito. Ecco, scusami Chiara se ti ho rubato qualche minuto ma ci tenevo a dirti (anche se tu lo sai bene) che Antonio era una persona speciale e che mancherà a tanti per la sua disponibilità e signorilità, “un uomo di altri tempi” come si diceva una volta. Sarò felice di leggerti ancora su Gentedimare e sarà un modo per sentire ancora vicino Antonio, il mio amico Antonio. Un abbraccio. Roberto Stasio

    • Chiara Risolo ha detto:

      Roberto, grazie. Non mi hai rubato qualche minuto. Me ne hai regalati tanti. E sarò felice, quando possibile, di conoscerti personalmente. Mi prendo il tuo abbraccio e ricambio di cuore. Chiara

  4. Roberto Stasio ha detto:

    Ci conto, se passerai da Genova chiamami, mi farebbe tanto piacere.

    3355332483

  5. Andrea Bergamini ha detto:

    Bellissimo ritratto. Un abbraccio forte Chiara, anche se non ci conosciamo di persona. Tuo padre ha accompagnato parecchi anni della mia vita professionale e sono nate poi collaborazione, stima reciproca e amicizia. Per me un maestro. Un orgoglio collaborare con lui. Ha sempre trasformato semplici comunicati stampa in articoli con titoli curiosi e arguti. Mi mancherà. Buon vento Antonio.

  6. Assunta ha detto:

    Ciao Chiara, ti ho conosciuto per caso, leggendo un tuo bellissimo articolo su Porto Badisco che mi ha indotto a capire chi fossi e risalire alla tua famiglia, nonni e soprattutto zie, che naturalmente conosco, e che da ragazzina, in estate, incontravo.
    La tua scrittura arriva al cuore, i tuoi articoli sul il tuo Papà ed il tuo amato fratello lo testimoniano.
    In attesa di leggere la ” paggina” del tuo Papà che uscirà domani, ti rinnovo la mia vicinanza e ti saluto con affetto.

  7. Clelia ha detto:

    Ciao Chiara, con papà tuo eravamo colleghi e amici ai tempi de La Notte, 4 anni gomito a gomito, ai tempi di Botteri direttore. Ti ho conosciuto una sera, non ricordo in quale contesto, mi ricordo che mi parlasti della danza che praticavi. Poi, quando il giorno venne venduto, Antonio su mia indicazione venne a Teramo per un nuovo quotidiano, un cosiddetto panino all’interno della Stampa. IO poi mi sono trasferita a Roma e ci siamo persi di vista, ma non l’ho mai dimenticato, inciso in quegli anni lontani, importanti per la mia vita professionale. Ti abbraccio forte,
    Clelia

    • Chiara Risolo ha detto:

      Clelia ciao, mi ricordo molto bene di te! Di Teramo… Ricordo anche quella sera. Andammo in un ristorante messicano di viale zara. Grazie per le belle parole. Un abbraccio a te.

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