C’era una volta l’Anno di Grazia

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Anno di Grazia, c'era una volta...

di Antonio Risolo | Addio 2020, anno di (dis)grazia. All’alba del 2021 ci lasci una scia di morti. Troppi. E i  fantasmi di quasi 400mila aziende che non ci sono più. Passerai alla storia come l’anno più nefasto dal dopoguerra. C’era una volta l’Anno di Grazia. Chi non ricorda quel… Sarà un anno bellissimo… profetizzato dal premier Giuseppe Conte nei primi giorni del 2020? Bene. Oggi, dopo 365 giorni, quell’anno bellissimo si è trasformato in un cumulo di macerie che ha sepolto l’Italia spianando la strada a una deriva autoritaria a tutti gli effetti. Deriva studiata nei palazzi del potere con l’intento di mascherare l’evidente incapacità di governare la pandemia (e l’economia), regalata al mondo dalla Cina come quasi tutte le pandemie del passato. Insomma c’è puzza di regime totalitario, con uno Stato che pretende di sapere qualunque cosa di noi (leggi qui le minacce della signora Lamorgese in occasione della notte di San Silvestro). Tutto questo è intollerabile per i cittadini ormai ridotti allo stato di sudditi, liberi soltanto di pagare le tasse anche se non hanno incassato una cippa. Al contrario, overdose di flebo – a colpi di Dpcm incostituzionali – per un governo molto vicino all’estrema unzione. Che dire della conferenza stampa del 30 dicembre a Villa Madama? Il premier si è degnato di rispondere soltanto alle domande da supercazzola. Quelle serie le ha dribblate come soltanto Maradona sapeva fare.
Detto questo, la Nautica è uno dei rari settori che ne esce con le ossa quasi integre nonostante una politica economica scellerata fatta di elargizioni piovute dall’alto: bonus, ristori, mance ed elemosine a vario e presunto titolo. Un vero e proprio albero della cuccagna clientelare, il cui conto salatissimo lo pagheremo tutti noi, figli e nipoti compresi. Inaccettabile.
Tornando alla Nautica, valga su tutto la frase di Saverio Cecchi, presidente di Confindustria Nautica: “Uniti abbiamo affrontato e superato la crisi del secolo“.
Tradotto: niente bonus, niente ristori (sostantivo orribile), niente mance ed elemosine varie. Imprenditori nautici marziani? Niente affatto. Gente normale che, nonostante la complessità dell’emergenza, ha avuto coraggio e visione, mai rinunciando al saper fare. Capitani di industria che hanno continuato a investire nonostante le evidenti incertezze dei mercati, sfidando e affrontando il lockdown come meglio non avrebbero potuto. Tuttavia, qualche indizio ci dice che in lockdown da Covid-19 ci siano andate le teste di una classe politica improvvisata e per certi versi abusiva.
C’era una volta l’Anno di Grazia (o Anno Domini). Lo si chiamava anche Anno Salutis… Già, c’era una volta!
Buon anno a tutti. Il buon vento ci sia amico.

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2 Responses to C’era una volta l’Anno di Grazia

  1. Monica ha detto:

    Buon Anno cari Antonio e Chiara per altri 365 giorni in cui noi lettori Vi seguiremo con costanza!

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