Leasing nautico, attacco-bis di Cecchi: “Sconcertato”

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Leasing nautico: Saverio Cecchi

Chiuso il contenzioso Stato-porti turistici (dopo 13 anni… era ora!), resta l’amarezza per la cancellazione, voluta dalla presidenza del Senato, della riforma fiscale del leasing nautico. Non è stato uno spettacolo edificante, quello della mattina del 6 ottobre, mandato in scena nell’ex Tempio della politica. Salta tutto perché la maggioranza è in minoranza: le mancano 100 parlamemtari, pagati profumatamente dai contribuenti per fare un certo tipo di lavoro ma, ahimè, in tutt’altre faccende affaccendati. E niente, non ce la fanno. Come accade con alcune autovetture… si nasce con il difetto d fabbrica. Purtroppo è con questa confraternita di incompetenti che quotidianamente dobbiamo fare i conti. Tutti, non solo la Nautica. Roba da licenziamento per giusta causa. E per buonuscita una massiccia dose di calci nel sedere.
“Come ho detto ieri in chiusura del Salone – è l’affondo-bis (leggi qui) di Saverio Cecchi (nella foto), presidente di Confindusria Nautica – sono rimasto sconcertato nell’apprendere che proprio queste norme fossero state cassate forse in conseguenza delle polemiche politiche degli scorsi giorni. Questo episodio misura tutta la distanza fra il vertice dello Stato e l’Italia reale, mentre i nostri competitor esteri vedono i loro Paesi utilizzare, quasi stressare, ogni possibile norma per aiutare le imprese a ripartire. Le ragioni delle imprese che sopravvivono al Covid vengono sacrificate sull’altare della contrapposizione politica”.
Procediamo con ordine. Il Dl Agosto, all’articolo 100, accoglie due norme per il settore chieste da Confindustria Nautica e frutto del lavoro parlamentare dell’onorevole Umberto Buratti e del senatore Daniele Manca. La prima riguarda la chiusura del contenzioso demaniale fra porti turistici e Stato per l’applicazione retroattiva dell’aumento dei canoni demaniali. Dopo tredici anni di giudizi, la pronuncia Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittima la retroattività della norma. Ora il Dl Agosto, anche sulla spinta del -40% registrato dal comparto turistico nautico a causa del lockdown, accoglie i principi della Corte, salvando dal fallimento 23 porti e i relativi 5mila posti di lavoro collegati. L’altra disposizione riguarda i Marina Resort, le porzioni degli approdi che offrono servizi turistici, chiarendo l’ambito di applicazione dell’Iva turistica a detti servizi.
Rimane, tuttavia, la grandissima delusione per la cancellazione del pacchetto di misure che avrebbero dovuto annullare il divario fra norme di procedura fiscale italiane e francesi, gap che spinge le nostre aziende a delocalizzare oltralpe o a Malta le loro sedi legali e, di conseguenza, versare le imposte in quei Paesi. Non ci sono in ballo sovvenzioni o riduzioni di imposte, più semplicemente vanno assolutamente corretti gli squilibri che oggi rendono più conveniente scegliere una bandiera europea o firmare un contratto di leasing nautico in un altro Paese dell’Unione a danno dell’economia nazionale.
Queste norme erano state approvate dalla Commissione Bilancio, inserite dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nel maxi emendamento del governo e infine approvate dalla Ragioneria dello Stato, ma sono state cancellate dal testo subito prima del voto di fiducia, su richiesta della presidenza del Senato.
E dopo la seconda filippica in due giorni, Saverio Cecchi conclude: “Con il 60° Salone Nautico, l’unico al mondo che è riuscito a essere in linea con le regole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, abbiamo dato alle aziende del settore l’opportunità di lavorare e ritrovare i loro mercati, ora però le prenotazioni firmate vanno trasformate in contratti per il 2021. Per questo, attendevamo con ansia questo pacchetto di misure di ambito fiscale. Sì, c’è davvero tanto sconcerto e amarezza”.

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