Confindustria Nautica e il rebus charter, il punto

Comments (0) Diporto, News, Primo piano

Confindustria Nautica e il charter

Confindustria Nautica fa il punto sul charter e sulla navigazione privata in un salotto virtuale. Alla stampa specializzata, Roberto Neglia, responsabile relazioni istituzionali dell’associazione, ha spiegato nel dettaglio i motivi per i quali un settore importante della filiera è ancora fermo al palo, colpito da pesanti perdite.
Parliamo di oltre duecento società che operano in Italia. In fumo la primavera da Pasqua al ponte del primo maggio, gli operatori apettano risposte certe per salvare almeno l’estate ormai alle porte.
“Sarei soddisfatto – spiega Roberto Neglia – se dal primo giugno potremmo iniziare a riaprire i charter. Il che significa dare due settimane d tempo alle società per adeguarsi ai protocolli richiesti. Vorrei sottolineare che le trattative tra i vari settori industriali e il governo avvengono sui tavoli istituzionali, sotto traccia. Protestare senza sedersi ai tavoli decisionali o senza proposte praticabili complica solo i rapporti e ritarda i risultati”.
Un strategia vincente, quella di Confindustria Nautica, che ha già consentito la ripartenza a quasi tutta la filiera, dalla produzione alla riapertura della rete vendite.
“Abbiamo preferito perfezionare le fattibilità concreta delle gestioni pratiche piuttosto che avere un’apertura intempestiva ma difficilmente realizzabile – aggiunge Neglia – Dopo aver visto le proposte arrivate per la ristorazione o le spiagge… forse meglio due settimane in più ma la possibilità concreta di lavorare davvero. Qui non si tratta di arrivare primi, mi accontento di arrivare quarto in tutta sicurezza… La domanda c’è. Sono molte le società di charter che stanno ricevendo richieste per i mesi di luglio e agosto. I clienti chiedono se è possibile confermare o no. Vi sono zone maggiormente richieste, come la Toscana, e altre che stanno segnalando difficoltà come la Sardegna dove, per arrivarci, il governatore Christian Solinas è inamovibile: pretende il passaporto sanitario. E quindi la Sardegna è un problema. La proposta del passaporto sanitario ha già spaventato tutti e diverse società sarde stanno trasferendo le barche in Toscana o nel Lazio. Tali iniziative regionali non aiutano e anzi, dirò di più, fanno infuriare il governo. Il risultato è solo uno: ritardare la riapertura”.
Lo stesso Inail, in un documento ufficiale, diffuso poi dall’associazione confindustriale, spiega perché charter e navigazione privata potrebbero ripartire:
1) Possibilità di contagioe altri rischi inferiori rispetto alle altre attività
2) Maggior monitoraggio e pochi contatti con persone al di fuori del gruppo certificato
3) Aggregazione limitata
“Più che la limitazione delle persone imbarcate – chiarisce Neglia – si sta andando verso il monitoraggio costante e completo degli equipaggi. Per il noleggio senza skipper si punta anche sui self check-in in remoto utilizzando una delle applicazioni disponibili su qualunque tablet o smartphone”.
Altro capitolo spinoso riguarda la domanda dall’estero, una quota importante del nostro charter. Germania, Croazia e Grecia, infatti, insostono sui corridoi turistici…
“Stiamo lavorando, anche su questo – spiega Roberto Neglia – ma Italia e Spagna rischiano di ripartire in ritardo e il governo sta agendo melle sedi europee per scongiurare perdite di mercato”.

Riproduzione riservata © Copyright Gentedimare2.0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *