Confindustria Nautica: “Bene il viadotto, restano criticità”

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Confindustria Nautica

A meno di tre mesi dalla frana riapre viadotto Madonna del Monte sulla autostrada A6 Savona-Torino. Una buona notizia per chi percorre quell’arteria ma – fa notare Confindustria Nautica – le chiusure autostradali sul tronco 1 mettono in ginocchio l’industria nautica del nord ovest. “Genova – recita una nota – resta difficilmente raggiungibile per il trasporto eccezionale delle barche prodotte in Lombardia e Piemonte. Per questo abbiamo chiesto al ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, di garantire un canale di accesso a Genova percorribile per i grandi carichi”.
I gravi disagi che interessano le infrastrutture stradali del Nord Ovest del Paese, tra chiusure, lavori e interdizioni al traffico, stanno mettendo in ginocchio l’industria nautica e le infrastrutture del territorio ligure che ne sono il naturale sbocco al mare.
Rimane critica la viabilità fra Piemonte e Lombardia con la Liguria a cause di moltissime chiusure, fra cui quelle dei viadotti Bormida (A26 tra Ovada e Alessandria) e Andona (tra Asti Ovest e Villanova d’Asti, in entrambe le direzioni), quella del tratto compreso tra l’allacciamento con la A10 e lo svincolo per Masone – che non consente l’accesso a Genova Voltri – e quella del casello di Celle Ligure che penalizza i vari a Varazze.
“Queste e altre restrizioni – si legge nella nota di Confindustria Nautica – costringono i cantieri nautici ad acquisire autorizzazioni al trasporto eccezionale su tratte molto lunghe, con costi stratosferici che trasformano in perdite le singole vendite di unità da diporto. Si sono verificati anche casi, come quello di Absolute, il cantiere piacentino costretto a consegnare una nave da diporto a un cliente americano (destinazione Mandelieu, Costa Azzurra) dirottandola a Trieste, dovendosi poi fare carico del carburante e dell’equipaggio necessario a effettuare il periplo della Penisola. In altre situazioni l’imbarco per l’esportazione su navi mercantili non è stato possibile. Anche dove autorizzati in deroga, la concentrazione dei i trasporti eccezionali in alcune limitate finestre temporali crea intasamento e difficoltà di deflusso e ancora altri costi. La concentrazione del traffico in arrivo presso le aziende di assemblaggio finale o i porti di varo, infatti, sovraccarica le imprese di straordinari, penali per ritardata consegna, contenziosi con i clienti e risoluzioni dei contratti”.
Fa notare Confindustria Nautica: il blocco del traffico sullo snodo A26/A10, ad esempio, nel caso dell’ultimo trasporto di un 68 piedi da Piacenza a Genova, ha inciso con extra costi per oltre 50mila euro (fra cui il rifacimento dei permessi, 1.600€, la variazione percorso, pari a 8.000€, l’extra “pratica d’urgenza” 5.900€, l’extra nolo della nave da trasporto 35.000€). Alla criticità della situazione si aggiungono le ispezioni ministeriali, che comportano ulteriori restrizioni al transito di trasporti eccezionali con preavvisi ridottissimi.
Pur comprendendo la difficoltà di gestione, l’associazione di categoria “richiede al ministero competente che venga attuata una pianificazione di dette ispezioni, tale da consentire il mantenimento di un canale percorribile sull’asse autostradale verso il porto di Genova”.
La nautica genera un valore aggiunto di quasi 12 miliardi di euro e negli ultimi due anni l’occupazione del comparto è cresciuta del 20%, raggiungendo 22mila addetti diretti e 180mila nella filiera. Con 17.245 addetti nella costruzione, 105.549 nella subfornitura ai cantieri e nella componentistica più 39.870 nelle riparazioni, refit e servizi e 20.961 nel turismo commercio, la nautica è soprattutto occupazione italiana.
Per valore aggiunto della filiera, la Lombardia si conferma al primo posto con 2,200 miliardi di euro, precedendo Veneto e Liguria (rispettivamente 1,6 e 1,2 miliardi di euro). Seguono Toscana e Piemonte (con circa 900 milioni ciascuna).

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