Venmar, ecco dove e come nasce il taxi veneziano

Comments (0) Barche a motore, Cantieri, News, Salone Nautico di Venezia

  • Venmar, il taxi veneziano
    Venmar, il taxi veneziano
  • Il potente Aquanova
    Il potente Aquanova
  • Venmar: particolari dell'open
    Venmar: particolari dell'open
  • Lavoro in cantiere
    Lavoro in cantiere

di Serenella Bettin | Alessandro Trevisan è il proprietario del cantiere Venmar di Venezia. E Venmar sta per Venezia Mare. Sta in piedi dal lontano 1969, cinquantun anni di storia, di innovazione e soprattutto di tradizione. Figlio dello storico tassista Bruno Trevisan, Alessandro comincia da subito a innamorarsi del mondo delle barche; veneziano per natura, vive al Lido, quella sottile lingua di terra immersa nella laguna, dove i tramonti sono colorati di rosso e di rosa.
È lui che disegna le barche, che le ha in testa, che le progetta, in questi tempi di #coronavirus la sua produzione mentale non si è fermata: disegna, prova, schizza, si chiude nel suo studio, passa le ore a disegnare, ne sta disegnando due nuove perché quando l’emergenza sarà finita un bravo imprenditore non si fa cogliere impreparato. Venmar sta in una locazione strategica nel cuore del lido di Venezia, la posizione centrale tra le spiagge del Lido – San Nicolò a est e Malamocco, Alberoni e Pellestrina, Chioggia a ovest – fornisce un comodo ingresso in laguna e un comodo attracco per le imbarcazioni. Ci sta anche un servizio di ferryboat che permette di raggiungere il cantiere in automobile. Qui il cantiere di Alessandro Trevisan, c’ha il rimessaggio di natanti, l’officina, la vendita di barche nuove e usate, ma soprattutto, produce i taxi. I taxi, quelli famosi in tutta Venezia, quelli che se fossimo a Londra sarebbero gialli, quelli laccati di legno, imbevuti di lucido, quelli che splendono sempre all’interno, un interno di mogano, anche dopo trent’anni.
Alessandro i taxi li fa nascere, li fa crescere, li accompagna in laguna e li libera nell’acqua. Per farne uno ci vogliono sei mesi. Lui si fa arrivare il legno, lo sceglie, ma se devi fare una barca devi comprarti un tronco intero. Legno, rigorosamente di mogano.
“Il legno – spiega Alessandro a Gentedimare2.0 – è sempre più difficile da trovare, ci sono distributori italiani, o anche locali, ma se devi fare una barca lunga devi andare in giro e comprarti un tronco intero. Il massimo che puoi avere in pronta consegna è un tronco lungo quattro metri. Da nove metri non lo trovi. Poi bisogna vedere anche la venatura, perché alla gente piace il taxi più scuro”.
Ma il taxi veneziano è tipico solo a Venezia? “Assolutamente no – ci spiega Trevisan – sul Lago di Como è molto richiesto, inoltre è di grandissima moda all’estero, sul Tamigi, sulla Senna, ne abbiamo venduto uno anche a San Pietroburgo. I cantieri nordici poi che ci stanno copiando in pieno. Anche gli armatori di megayacht vogliono il taxi veneziano come tender. Altri cantieri si sono inseriti ora nel fabbricarlo, ma sono ricchi di tappezzeria, troppo moderni, non rimangono nel tempo. Il classico invece non diventa mai vecchio”.
Già, perché Venmar nasce a Venezia nel 1969 per opera di Franco Biasini, pioniere del settore nautico, poi passa sotto la guida di Giuseppe Telarori, a capo dell’azienda fino al 1992. Un cantiere di primo piano nel panorama cantieristico veneziano. Quindi, nel 1993 subentra Alessandro Trevisan che guarda avanti e investe  nell’innovazione, ma senza perdere gli insegnamenti della tradizione, i suoi ideali e i suoi valori. Quello che ha imparato da piccolo per dire, se lo ricorda ancora, e lo applica ogni giorno. I quattro punti di cantiere per esempio, quella struttura di metallo su cui poggia il taxi in costruzione, quattro punti dove appoggi le ordinate e le lastre di legno. Alessandro se le ricorda da quando era bambino. Poi il taxi cresce, tutta la struttura è in legno, solo l’ultimo scacco è in vetroresina. Se c’è la vetroresina ha bisogno della firma dell’ingegnere, per la barca di legno invece, solo di legno, può farla anche Marco, il suo maestro d’ascia, che è uno dei suoi quindici dipendenti.
E adesso? Adesso Venmar produce una barca nuova ogni anno, oltre a barche da lavoro e barche da diporto sui dieci metri. L’anno scorso per il Salone Nautico Venezia ha costruito un gioiello ripreso anche da The Boat Show.
Aquanova, imbarcazione in legno tipo open, con motore fuoribordo, 250 cavalli, 65 nodi e 6,30 metri di lunghezza. Massima precisione, virate molto veloci, strette, sempre più strette. Quest’anno, faranno la sorella più grande, un nuovo taxi molto moderno in composito alleggerito.
Cioè? “Cambia la parte estetica della coperta – ci dice Alessandro – meno onda, meno cavalli, super leggero. Taxi è una nave minore galleggiante, nave da diporto, è il tassista il conduttore del traffico”.
E un taxi elettrico? “Per il momento no, e nemmeno ibrido, non c’è una normativa, che ti consente di fare questo. Ma ci sto pensando…”.

Riproduzione riservata © Copyright Gentedimare2.0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *