Porti turistici/1: la mascalzonata di Natale

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Porti turistici/1: l'assessore del comune di Rimini Roberta Frisoni

Porti turistici/1. Nell’assurda legge di bilancio tasse & menette non c’è l’attesa soluzione del contenzioso con lo Stato. Porti turistici abbandonati a se stessi. Con la seria minaccia di default.
Alla protesta dei 200 lavoratori emiliano-romagnoli si sono aggregati gli operatori dei porti di mezza Italia. Oltre trecento persone hanno manifestato davanti al ministero delle Infrastrutture e Trasporti, nonostante l’allerta meteo, insieme con il sindaco di Cattolica e all’Assessore al Demanio di Rimini., mentre i rappresentanti di Ucina Confindustria Nautica e Assomarinas sono stati ricevuti dal capo del Legislativo del ministro Paola De Micheli. Come accenato, la manifestazione nazionale di Roma, è stata organizzata per protestare contro la promessa mancata della chiusura del contenzioso che oppone 24 marine turistiche allo Stato.
Il contenzioso, che si protrae dalla finanziaria 2007 del governo Prodi, riguarda l’aumento retroattivo dei canoni demaniali, già dichiarato illegittimo – oltre che dai tribunali civili di mezza Italia, Corti d’Appello, Tar e Consiglio di Stato – anche da una sentenza della Corte Costituzionale del 2017. Nonostante questo, le Agenzie del Demanio e delle Entrate procedono con l’emissione di cartelle esattoriali milionarie.
In Emilia-Romagna la prima deflagrazione con il blocco dei conti correnti e, da ultimo, con la misura tombale della revoca delle concessioni demaniali per il Porto di Rimini e due darsene di Cattolica. Una bomba che potrebbe portare al fallimento, per mano dell’erario, di 24 fra le più importanti marine turistiche del Paese.
A fianco degli operatori e della rapprensentaza dei lavoratori – indossavano tutti il tipico giubbotto di salvataggio rosso, c’erano anche il sindaco di Cattolica e neo consigliere regionale di Anci Emilia Romagna, Mariano Gennari, e l’assessore alla Programmazione del territorio e Demanio del Comune di Rimini, Roberta Frisoni (nella foto).
“Se il governo non cambia la norma, anche i sindaci, pur consapevoli di questa situazione kafkiana, sono costretti a eseguire le indicazioni delle Agenzie dello Stato – spiega Saverio Cecchi, presidente di Ucina Confindustria Nautica – Come ho avuto modo di dire personalmente alla ministra De Micheli, non ci fermeremo di fronte a tanta sconsideratezza della Pubblica Amministrazione, che mette a rischio non solo i 2.300 lavoratori di questi 24 porti turistici, ma tanta parte dell’indotto. Solo in Emilia-Romagna rischiano di andare a casa 350 persone”.
“Dopo 12 anni di battaglie legali, tutte vinte con il riconoscimento pieno dei nostri diritti – rincara la dose Roberto Perocchio, Presidente di Assomarinas – ci troviamo costretti a manifestare sotto il diluvio universale, con l’allerta meteo, per poter chiedere il permesso di tornare a operare normalmente, sulla base degli accordi che ciascuno di noi a suo tempo ha sottoscritto con lo Stato”.
Al termine della protesta, una delegazione di Ucina e di Assomarinas è stata ricevuta dal capo ufficio legislativo del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Mario Capolupo e dal capo dipartimento, Speranza de Matteo. Nel riconoscere che non è stato tecnicamente possibile trovare una soluzione nell’ambito della legge di bilancio, hanno assicurato la piena vicinanza del ministro Paola De Micheli, che si sta adoperando con il collega  dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, al fine di intervenire nel prossimo provvedimento utile.
Porti turistici/1 – continua all’articolo successivo Porti turisici/2

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One Response to Porti turistici/1: la mascalzonata di Natale

  1. Anna Maria cichella ha detto:

    Dico che è scandaloso in un paese che vive con 7000 km di costa e aperto al mondo per cultura commercio ,economia dia turistica che di trasporto merci ! Ma lasciate che io dica che siete tutti rimasto a bocca aperta innanzi ai 5 Stelle e a Salvini . Ciò che mi Fa disperare sono le scelte politiche degli ultimi anni di Genova città partigiana ,e proprio Rimini e dintorni, tutti a seguire i ciarlatani mente i giusti decreti non sono Mai di entrati leggi sacrosante,Cambiate strada e affidatevi a gente seria ,tutti quanti

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