Massimo Perotti: «Non uscirò da Ucina. E’ casa mia»

Comments (0) Interviste, News, Primo piano

Massimo Perotti

Il presidente di Sanlorenzo, past president di Ucina Confindustria Nautica, lancia un appello ai soci in vista dell’elezione del successore di Carla Demaria. E spiega perché uno tra Maurizio Balducci e Saverio Cecchi potrebbe essere il candidato-traghettatore ideale per la riunificazione

di Antonio Risolo | Il Cavalier Massimo Perotti, patron di Sanlorenzo e past president della Confindustria nautica, spazza via con decisione voci e polemiche che in questi giorni agitano la campagna elettorale per l’elezione (20-21 giugno) del  successore di Carla Demaria alla presidenza della storica associazione confindustriale. Voci che lo darebbero fuori da Ucina nel caso vincesse un canditato a lui non gradito. Ecco che cosa ha detto in un’intervista rilasciata a Gentedimare2.0.
Cavaliere, se vincerà un candidato non votato da lei, come si comporterà?
«Si sta montando un caso che non esiste. Qualsiasi cosa accada nelle votazioni non uscirò da Ucina. È la mia casa, credo in Ucina e nella sua storia. Perché la nautica ha casa in Ucina. Ritengo di essere una persona corretta e quindi appoggerò il presidente che verrà eletto, chiunque esso sia, perché è giusto così, sono le regole di un’associazione che si rispetti. Del resto ho sempre difeso Ucina e il Salone Nautico, investendo molto per portare a Genova tutta la gamma, anche negli anni in cui non ci andava nessuno».
Riunificazione: tutti la vogliono, nessuno quaglia… 
«Per quel che mi riguarda è indispensabile fare ogni tentativo per riunificare le due associazioni (Ucina e Nautica Italiana, ndr). I tempi sono maturi. I presupposti ci sono. Metterò in campo tutte le mie energie per centrare questo obiettivo, anche perché rispetto a dieci anni fa, cioè all’inizio della crisi, oggi l’industria nautica italiana è ancora più forte nel mondo. C’è meno concorrenza, siamo più leader di inglesi, francesi, olandesi e americani. Mi spiego meglio: i primi tre costruttori globali di superyacht – Azimut-Benetti, Ferretti e Sanlorenzo – hanno lavorato meglio degli altri rinnovando il prodotto e riorganizzando le rispettive strutture. Un’associazione unica e compatta avrebbe più forza anche a Bruxelles per difendere sia gli interessi dell’industria nautica europea sia di quella italiana».
L’identikit del presidente perfetto?
«Se proprio potessi scegliere mi piacerebbe indicare dei possibili presidenti che oggi sarebbero molto graditi, in quanto più di altri propedeutici alla riunificazione. A mio avviso nella scelta del suo nuovo presidente, Ucina dovrebbe dare un segnale positivo di amicizia, di considerazione e di rispetto nei confronti di Nautica Italiana. E siccome la grande industria nautica si concentra lungo la direttice La Spezia-Viareggio-Livorno, mi permetto di suggerire ai soci elettori due nomi in particolare: Maurizio Balducci e Saverio Cecchi. Rappresentano al meglio la nobile storia della nautica viareggina. Cecchi, oltre 30 anni trascorsi in Ucina, ne conosce i meccanismi fin nei dettagli e intrattiene ottimi rapporti con gli antagonisti di Nautica Italiana, come Maurizio Balducci del resto».
È un messaggio forte… 
«Se si vuole davvero la riunificazione, credo sia più logico eleggere un presidente che aiuti questo passaggio, molto importante per tutto il settore. Mi permetto di suggerire questi nomi non perché gli altri candidati non siano all’altezza, ma perché la storia è maestra di vita: di solito chi fa la guerra non riesce poi a fare la pace… Il mio è un messaggio forte sì, ma per l’esclusivo bene di Ucina e di tutta la filiera nautica».
È pentito di essersi dimesso da presidente nel 2015?
«No. Mi sono fatto da parte perché, da uomo d’azienda, mi piace lavorare. Con Ucina mi ero posto degli obiettivi che non riuscivo a portare a termine per mille ragioni».
Parliamo di Sanlorenzo.
«Direi bene. Il mercato è sempre positivo, a fine 2018 c’è stato un rallentamento, ma con il primo trimestre 2019 anche queste nubi sono state spazzate via. Posso dire che dal punto di vista degli ordini e della ritrovata vivacità del mercato prevedo un buon 2019, forse addirittura migliore del 2018». 2019, forse addirittura migliore del 2018».
Sanlorenzo Spa, terzo produttore globale di superyacht, ha chiuso il 2018 con un fatturato di 380 milioni di euro, in crescita del 27% sul 2017 (+20 la crescita prevista per il 2019). Una stima realistica considerato un portafoglio ordini di 500 milioni tra il 2019 e il 2020.
Riorganizzato anche il management (leggi qui): Ferruccio Rossi – già direttore generale – ad di Sanlorenzo Spa e presidente di Sanlorenzo Superyachts, la divisione aziendale dedicata ai modelli in metallo sopra i 40 metri, mentre Carla Demaria è stata nominata ad del marchio Bluegame.

I CANDIDATI UFFICIALI
Andrea Razeto, Piero Formenti e Saverio Checchi (clicca per tutti i dettagli e le rispettive schede). C’è l’incognita Maurizio Balducci, patron di Overmarine Group e vicepresidente di Ucina Confindustria Nautica. Raccoglierà l’invito a candidarsi speditogli dal Cavalier Perotti? C’è solo da aspettare il 14 maggio quando il consiglio direttivo di Ucina si riunirà per valutare tutte le candidature. In attesa del voto finale previsto nel corso del Satec-Ucina del 20-21 giugno 2019.

Riproduzione riservata © Copyright Gentedimare2.0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *