La Pax Nautica più vicina? Sì, ma, però…

Comments (0) Diario di Bordo, News, Primo piano

La Pax Nautica passa anche attraverso i saloni

(di Antonio Risolo) La Pax Nautica e quelle notizie riservate la cui eco trapassa i muri delle stanze segrete e arriva inevitabilmente fin nei corridoi di Palazzo. In questo caso quello di Confindustria. Fonti auterevoli, alle quali garantiamo un doveroso anonimato, ci raccontano di un incontro segreto che si sarebbe svolto in viale dell’Astronomia tra le due associazioni rivali: Ucina Confindustria Nautica guidata da Carla Demaria, e Nautica Italiana presieduta da Lamberto Tacoli. Che le trattative per la riunificazione fossero in corso da tempo non è una novità. All’ultimo tavolo romano, invece, si sarebbe discusso dell’ipotesi di scioglimento delle due associazioni per poi farle confluire in un unico soggetto: Confindustria Nautica, o qualcosa di simile stando alle direttive della Casa Madre. Prendere o lasciare! Dato per scontato che alcuni soci di entrambi gli schieramenti non nascondono più i frequenti mal di pancia, ci risulta che i quadri direttivi di Ucina vedrebbero nell’ipotetico rompete le righe una inaccettabile virata, un devastante, traumatico cambiamento: funzionale, contrattuale ed economico. Tra l’altro è utile ricordare che Ucina, attraverso la controllata I Saloni Nautici, organizza e gestisce la rassegna di Genova.
Sul fronte opposto, queste le condizioni che avrebbe posto Nautica Italiana: escluso categoricamente un rientro in Ucina, azzeramento di strutture e organigrammi esistenti, un nuovo presidente super partes e un Comitato di garanzia composto da due esponenti di spicco per ogni associazione, meglio se past president. Ma, come abbiamo accennato prima, c’è da superare più di uno scoglio. In primo luogo la resistenza dei quadri Ucina, decisamente indisponibili a fare passi indietro. Una rivoluzione non è mai indolore, soprattutto sul piano personale. Da capire: ci sono in ballo poltrone e poltroncine di prestigio. Compresi gli sgabelli dei cosiddetti consulenti esterni. Dovesse prevalere la linea dura, la Pax Nautica farebbe la fine di una barchetta di carta sulla battigia. A qualcuno piace molto quell’aiutino frutto della teoria delle convergenze parallele di Aldo Moro… Ma sarebbe un compromesso in salsa politichese. Inciucio da evitare.
Apprendiamo, inoltre, che se da un lato Tacoli & Co ostentano ottimissmo, sull’altro fronte si andrebbe delineando un club di nobili possibilisti: Carla Demaria? Barbara Amerio? Piero Formenti? Maurizio Balducci? Ovviamente si tratta di voci tutte da verificare. Impossibile per ora saperne di più. Più probabile, invece, che Nautica Italiana chiami a raccolta i suoi per la ratifica delle proposte formulate nel corso dell’incontro top secret di Roma.
La Pax Nautica ai confini del mare (in burrasca) o alle porte del sole? Agli interrogativi preferiamo la soluzione finale: qui si rifà la Nautica o si muore! La ripresa del settore è concreta e robusta. Ma, come ci raccontano gli economisti che saltano come Cassandre da un tiggì all’altro, l’Italia è già in recessione tecnica. Occhio Signore e Signori! Domanda secca con il senno di poi: era proprio necessario scatenare tutto quel casino che ha portato alla scissione del 2015?

 

Riproduzione riservata © Copyright Gentedimare2.0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *