Codice, retroscena di una squallida bagarre

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Codice: Graziano Delrio con Carla Demaria al Nautico 2017

Ci siamo appena occupati della proroga della patente nautica (leggi qui), ma le cronache parlamentari raccontano di un retroscena poco edificante, una bagarre scoppiata a Montecitorio. Poco male, siamo abituati e rassegnati al teatrino della politica. Motivo della squallida contesa? La richiesta della maggioranza di inserire nell’ordine del giorno la proroga dei termini per l’approvazione definitiva del correttivo al Codice della nautica. Per la prima volta spezziamo una lancia a favore del ministro Danilo Toninelli che chiede di accelerare sul decreto alla vigilia della chiusura della Camera per la pausa estiva.
Bene. Anzi, malissimo. Perché il colpo di scena è dietro l’angolo. Macché correttivo! Il Pd è contrario, non ne vuole sentir parlare. Fa ostruzionismo. E chiede, invece, che le ultime ore di lavoro (si fa per dire) dell’aula, prima del rompete le righe, siano dedicate alla mozione di sfiducia nei confronti del vicepremier Matteo Salvini. L’industria nautica, il turismo e tutto l’indotto che ne deriva possono aspettare.
Scende in campo uno dei magnifici cinque patrioti saliti a bordo della Sea Watch, il capogruppo dem Graziano Delrio, il paladino dello ius soli: «Non abbiamo ancora ricevuto una risposta dal ministro Salvini che scappa», ricorda riferendosi alla richiesta di informativa urgente sul cosiddetto Russiagate italiano, ovvero l’affaire Metropol, tutt’oggi ancora presunto. Si stupisce, l’ex ministro, per la fretta di chiudere la pratica correttivo al Codice della Nautica. Proprio lui, ex ministro ed ex re delle passerelle – e delle promesse – al Salone Nautico di Genova.
Facciamo un gioco facile facile: Toninelli il peggiore ministro della storia della Repubblica? Forse sì, ma è bene riflettere. Con Delrio è davvero una gara affascinante. L’oscar resta in bilico.
L’intervento del capogruppo dem, tuttavia, scatena la furia dei leghisti che attaccano con Riccardo Molinari. Il concerto di cori si spreca: onestà, onestà (urlano i dem, ma non era lo slogan dei grillini?) e venduti, venduti (rispondono i leghisti) riferito soprattutto a Sandro Gozi, già sottosegretario agli affari europei nei governi Renzi e Gentiloni, oggi En Marche con Macron.
Manca poco al rompete le righe. Tutti al mare: chi in Romagna, chi a Capalbio… la roccaforte dell’intellighenzia di sinistra vietata agli immigrati. Un po’ di pace per gli scassatissimi quaglions del popolo? Affatto. Tra l’esibizione di una chiappa chiara e l’altra, questi poco onorevoli signori continueranno a tediarci con i loro tweet, con le dirette facebook, con il loro starnazzare in diretta tv. Incuranti del fatto che le imprese (nel nostro caso quelle della nautica & affini) aspettano provvedimenti vitali per la loro sopravvivenza. E non dimentichiamo l’odiosa questione dei canoni demaniali arretrati pretesi dallo Stato – più volte dichiarati incostituzionali – una spada di Damoche tuttora sulle teste dei gestori dei porti turistici.
E così il correttivo al Codice, o pacchetto della nautica, atteso da anni e non più procrastinabile, si prende ancora un anno di tempo per l’agognata approvazione. “Sarebbe bello – dice il genovese Edoardo Rixi, ex sottosegretario alle Infrastrutture – presentarlo al Salone Nautico di Genova”. Conflitti politici permettendo.
(nella foto Graziano Delrio al Nautico di Genova 2017 con l’allora presidente di Ucina Carla Demaria)

AR

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