Buon anno a tutta la Gentedimare, salvo intese…

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Buon anno e tanto carbone alla politica

di Antonio Risolo | Buon anno alla Gentedimare, alle donne e agli uomini della nautica e ai nostri lettori. Il vecchio 2019 se n’è andato lasciandoci un buon ricordo. Della Nautica, s’intende. Forse è stato l’anno migliore dell’ultimo decennio, prodigo di buone notizie. A cominciare dalla riunificazione, dopo cinque anni di diaspora, tra le due associazioni Ucina e Nautica Italiana che dal 31 gennaio metteranno su casa in Confindustria Nautica. E ancora: crescita a due cifre del settore per il quarto anno consecutivo in un quadro economico nazionale desolante che non si sposta da quota zero; record di barche varate e vendute; la GigaSeason di Benetti; un Salone Nautico straordinario; la quotazione in Borsa di Sanlorenzo; i 50 anni di Azimut|Benetti; la conferma ai vertici mondiali della cantieristica italiana con 268 superyacht in costruzione nel 2019 su un totale di 621 a livello globale.
Detto questo, spediamo gli auguri anche a chi sta tentando di vanificare tutti gli sforzi messi in atto da Ucina, in particolare dal suo vicepresidente Piero Formenti, con l’istituzione dell’VIII Assemblea di settore dedicata a dealer, reti rivendita e centri di assistenza nei settori natanti, imbarcazioni, accessori e motori. Cioè la Piccola nautica (advisor della presidenza per lo sviluppo della nautica nel Mezzogiorno è Gaetano Fortunato).
“E’ una decisione storica che concretizza il percorso di estensione anche a questa tipologia di operatori tutti i benefici della rappresentanza, assistenza, promozione dell’associazione nazionale di categoria – disse in quell’occasione Piero Formenti, vicepresidente Ucina con delega alle associazioni territoriali – Siamo molto contenti per questo duplice percorso, della nomina di Fortunato e della nascita dell’assemblea dealer e reti, perché sono a supporto in particolar modo delle aziende del Sud per aiutarle ad affrontare un mercato così globalizzato direttamente sul loro territorio”.
Può bastare. Anzi, no. Perché il gran lavoro di Saverio Cecchi & Piero Formenti non soddisfa il signor Gennaro Amato che, con la sua Afina (associazione che rappresenta la filiera della media e piccola nautica con circa 130 aziende iscritte), esce da Ucina Confindustria Nautica sbattendo la porta: “Negli ultimi anni – il discutibile movente – abbiamo più volte ricevuto poca attenzione sulle necessità e i progetti della piccola e media nautica dai vertici di Ucina, impegnati più a risolvere scissioni associative verso l’alto che a sostenere la base associativa”. Mancava questa ciliegina sulla torta della riunificazione. Tant’è. Buon anno anche a chi rema contro.

NAUTICA & POLITICA: NELLA CALZA SOLTANTO CARBONE
C’è un buco nero nel 2019: il contenzioso Stato-porti turistici. I marina italiani sono con l’acqua alla gola a causa degli assurdi canoni retroattivi pretesi dall’Erario, a più riprese dichiarati illegittimi dai Tar, tribunali, Consiglio di Stato e Corte Costituzionale. Le recenti manifestazioni di protesta sono state ignorate dai signori del Palazzo, il cui atteggiamento sta legittimando le esecuzioni di Stato manu militari dell’Agenzia delle Entrate. C’è da sperare che le famose tre righe, che risolverebbero il problema – ai disonori della cronaca da 12 anni – vengano inserite nel milleproroghe di gennaio. Per tacere della vergognosa lungaggine dei decreti attuativi che dovrebbero far decollare la riforma del Codice della nautica.
Di contro abbiamo un premier che nella conferenza stampa di fine anno ha snocciolato i successi (!) del suo esecutivo. Quali? Forse la crescita zero dell’economia nazionale? Forse la balla colossale secondo cui il reddito di cittadinanza avrebbe “ridotto del 60% la povertà”? Forse l’incapacità di risolvere i pasticci Ilva-Alitalia-Autostade-Popolare Bari? Forse l’ultima genialata dei due ministri all’Istruzione? Forse la macelleria sociale sulle pensioni delle vedove e degli invalidi? Fate voi. A proposito del reddito di cittadinanza, a Napoli è record di bottiglie di Dom Perignon pagate con la tessera gialla. I due statisti de noantri, Di Maio & Giuseppi, valgono bene un brindisi, per Bacco! E io pago, diceva Totò.
Evidentemente dietro la pochette del nostro presidente del Consiglio dei ministri che governa salvo intese, si agitano i fantasmi di grandi statisti del passato. Intanto Lui, l’Avvocato del popolo, gioca alla volpe che non becca mai l’uva. Poco male. Non è né volpe né uva. Purtroppo però, con i suoi alleati manettari sta facendo a brandelli la democrazia, la libertà, lo Stato di diritto, anche con l’aiutino di qualche Procura politicizzata.
Le aziende chiudono strozzate dalle tasse, gli investitori stranieri stanno alla larga, 250mila giovani italiani scappano all’estero perché non credono più in un Paese che li ha traditi, un Paese che si è fumato altri dieci miliardi spesi dalle famiglie per fare studiare i propri figli. Risorse regalate a mezza Europa, meta scelta dai nostri talenti in fuga dall’inferno. Ci spaventa, infine, l’ultimo annuncio: “Stiamo preparando la maratona per i prossimi tre anni…”. Si salvi chi può. Comunque, auguri anche a Giuseppi. Il quale, con il comizio di fine anno, tra retorica, ammiccamenti e ultimatum agli azionisti che lo sostengono, ha certificato di fatto la morte del governo del cambiamento. Che abbia deciso di dare un’occhiata ai sondaggi? Se non lo ha fatto abbiamo un problema: vive su Marte e non è più collegato con la base di Houston…

NAUTICA & COMUNICAZIONE
Buon anno agli amici della comunicazione. Molti di voi mi considerano il decano dei giornalisti di settore. Grazie, ma non è una medaglia, soltanto una pietosa spolveratina alla carta di identità… Mi chiedo spesso: ho mai imparato a scrivere? Non lo so! Nel dubbio, qualche regola me la sono data. In primo luogo evito, divertendomi, di annoiare chi legge. Sermoni e lezioncine non mi appartengono. Mi hanno insegnato la Semplicità della scrittura, un bagaglio prezioso che mi sprona a cercare un linguaggio libero per sentirmi libero dentro. Cari amici e colleghi, mi permetto di consigliare anche a voi la Semplicità e la Bellezza della scrittura senza fronzoli, senza aggettivi e avverbi. Insomma senza quel superfluo che annoia e fa venire l’abbiocco. Una sera mi sono divertito a sintetizzare un comunicato di quasi 10mila battute! Alla fine del lavoro, al netto di quelle rimaste nella tastiera, ne ho contate circa 1.500. Ma vi assicuro che non sempre è un divertimento… Vogliamo davvero ispiraci al nuovo linguaggio di una classe politica che ha deciso di suicidarsi anche grammaticalmente?
Buon anno a tutti. Salvo intese.

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