Brandelli d’Italia. E paga anche la nautica

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Brandelli d'Italia: lavoro in un cantiere navale

di Antonio Risolo | Hanno profanato il Tempio sacro della politica. Ne hanno fatto uno scempio come se Palazzo Madama e Montecitorio fossero mercati del pesce popolati da figure inquietanti. Un Tempio nel quale non si parla più di idee, di Paese, delle cose da fare che servono al popolo, sempre meno sovrano, che non trova più la strada del futuro. Si parla, invece, di poltrone, di potere. E di odio. A cominciare da Capitan Spergiuro di Scandicci, degno figlioccio di Collodi, per finire all’ira funesta delle cagnette a cui Capitan Lumbard “Aveva sottratto l’osso… Quello schifoso ha già troppi clienti. Più di un consorzio alimentare…”. Con tante scuse al grande Faber, ci vorrebbe un regista coraggioso per girare un cortometraggio sui mandarini di Palazzo e i loro pupazzi dal titolo Brandelli d’Italia. Colonna sonora: i cori indecenti delle cagnette in quel che resta del Tempio della politica.
Dura minga, dura no! Non poteva durare. Lo avevamo detto in tempi non sospetti. Infatti stiamo assistendo al default dei partiti, alla débâcle del sistema che fa ancora calcoli di bottega per difendere improbabili e imbarazzanti leadership. Sulla pelle dei cittadini, delle imprese, del mondo del lavoro (nella foto, esposta alla Biennale di Venezia, un saldatore al lavoro nel cantiere Sanlorenzo).
Qualcuno si chiederà: perché Gentedimare2.0 si occupa degli aspetti più squallidi della politica? Semplice. Purtroppo anche il settore della nautica è legato a doppio filo alla politica. Governi che non governano, gazzarre in aula e provvedimenti rinviati alle calende greche, colpiscono a morte l’economia del Paese già in stato avanzato di recessione. O decrescita felice… se vi piace di più.
Parte importante della nostra economia è anche il settore della nautica che spazia dai costruttori all’indotto, alla lunga filiera che comprende anche i porti turistici. Non ci interessano commenti e previsioni sulla crisi di governo firmati da soloni che quasi sempre non c’azzeccano. Ci interessano, invece, tutti quei provvedimenti che il settore aspetta da anni e che con l’aria che tira non è dato sapere quando arriveranno. Se arriveranno.
In tutto questo squallore di cui vergognarsi profondamente, consentiteci due brevi annotazioni goduriose. La prima: sono saltati quei 38 giorni di ferie sudatissime dei parlamentari. Non è una soddisfazione di poco conto per tutti noi comuni mortali, sempre più sudditi di una banda di giullari. La seconda: il sindaco di Napoli, Giggino De Magistris, ha annunciato attraverso ImolaOggi.it: “La mia candidatura è per governare il Paese, non per stare all’opposizione di altri”. Siamo a posto! Brandelli d’Italia trova un altro protagonista.
Signor Presidente Mattarella, soltanto Lei può cacciare dal Tempio mercanti e cagnette isteriche dall’ugola forte e stridula. Di sicuro la nostra voce conta zero ma, con il doveroso rispetto, ci piace ricordare che Lei è il Presidente di tutti gli italiani, non solo dei mandarini e pupazzi di Palazzo.

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