Giù le mani da Fincantieri! E chiudete la gabbia

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Giù le mani da Fincantieri. Nella foto Giuseppe Bono

di Antonio Risolo | Fermateli! Stanno sfasciando l’Italia, o quel che resta dell’Italia sana, laboriosa e competitiva che il mondo ci invidia. Nel mirino del Movimento 5 Stelle entra anche Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri. Di Maio e compagni di merende chiedono la sua testa. Per sostituirla con quella di Paolo Simioni, ex Atac, la sfasciatissima azienda tramviaria romana. Simioni chi? Ah, ecco, quello del cerchio magico che si dice ruoti attorno al sindaco Virginia Raggi. Che a sua volta continua impeterrita a pilotare con successo… il degrado della Capitale. Lei sì che se ne intende di res publica. Onore al merito! Siamo al supermarket delle poltrone. E purtroppo, quella occupata a pieno titolo da Giuseppe Bono, e con grande merito universalmente riconosciuto, non è la sola a rischio. Assurdo, inaccettabile. Il vaso è colmo. L’incompetenza al potere ci sta riportando al Medioevo. Scenari disgustosi. E seriamente preoccupanti. Siamo al momento clou dello psicodramma a 5 stelle. Cari dilettanti senza arte né parte, giù le mani da Fincantieri!
Non intendo intonare peana al gentiluomo e al top manager Giuseppe Bono. I risultati alla guida del colosso di Trieste sono sotto gli occhi di tutti. E sono risultati straordinari, fatti di numeri eccezionali: dalle navi da crociera, costruite e in costruzione, al settore militare; dalle acquisizioni all’estero all’espansione senza precedenti in tutti i continenti. E questi signori – chiamiamoli così anche se di questi tempi li chiamano scappati di casa – si permettono di proporre la candidatura di un manager sconosciuto ai più, presunto responsabile con altri caporioni romani del disastro Atac? Davvero dobbiamo rassegnarci alle bizzarrie quotidiane di Di Maio, Toninelli e Di Battista? Il vento del cambiamento sta soffiando a ritroso. Non è cosa, direbbero al paesello del vicepremier grillino. Giù le mani da Fincantieri, dalla Tav, dalla Tap, dalle grandi opere pubbliche e dal lavoro. Non sono affar vostro, causa manifesta incapacità di intenderne i valori. E’ ora di mettere un recinto sicuro al pollaio che sta facendo ridere il mondo intero. Con il seguente dettaglio inaccettabile: il mondo intero deride l’Italia e gli italiani tutti.
Agenzie dell’ultima ora battono dichiarazioni dei governatori della Liguria e del Friluli Venezia Giulia che conoscono molto bene la realtà Fincantieri: “Credo che cambiare allenatore di una delle poche squadre vincenti sarebbe semplicemente folle – dice Giovanni Toti – Bono ha fatto uno straordinario lavoro. Qualche anno fa Fincantieri rischiava un forte ridimensionamento se non la chiusura. Oggi è un’azienda leader nel mondo, sinergica con il settore delle crociere e del turismo e con moltissimi piani di sviluppo. Gran parte di questo è merito di Bono”.
“Come c’è il fantacalcio c’è il fantanomine “, il commento lapidario di Massimiliano Fedriga. Detto da un alleato di governo…
A difesa di Bono e di Fincanteri si schierano anche i sindacati: “Apprendiamo con stupore e profonda preoccupazione le indiscrezioni giornalistiche circa le intenzioni del governo relativamente alla prossima nomina dell’ad di Fincantieri. Se confermate rappresenterebbero un colpo ferale alle speranze di quanti ancora credono nell’eccellenza italiana e nel concetto di merito. Ipotizzare la sostituzione dell’attuale amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono è pura miopia istituzionale. Il Governo deve sapere che i lavoratori e le lavoratrici di Fincantieri non consentiranno, in silenzio, la mercificazione della più grande azienda cantieristica del mondo. Questo non è un gioco. Giù le mani da Fincantieri! Una eccellenza italiana come quella dell’azienda guidata dall’attuale amministratore delegato va tutelata e difesa senza alcun indugio e non, come parrebbe emergere da quanto letto ieri, buttata in pasto a umori e giochi di potere che rischiano di arrecare danni irreparabili”. Firmato Segreteria FIM-CISL Provinciale di Venezia e Segreteria UILM-UIL provinciale di Venezia.

LA REAZIONE RSU FINCANTIERI MONFALCONE
“Apprendiamo con sgomento da un articolo apparso oggi su il Fatto Quotidiano che Fincantieri sarebbe finita sul banco da macello delle nomine politiche in barba a ogni logica industriale e meritocratica – recita una nota R.S.U. Fim-Uilm Fincantieri Monfalcone – Fincantieri non si tocca! Giù le mani da Fincantieri! L’amministratore delegato dott. Bono, con una politica lungimirante condivisa con le organizzazioni sindacali e i lavoratori, anche attraverso confronti e scontri, nel corso degli anni ha reso questa Azienda leader campione mondiale conquistando mercati civili e militari in ogni continente, garantendo la crescita dell’occupazione con carichi di lavoro mai registrati nella storia della navalmeccanica, investimenti e soprattutto, gettando le basi per continuare un percorso di crescita attraverso processi di alleanze internazionali. Questo carico di lavoro, che è un’opportunità ma anche una poderosa sfida, va ora governato consci delle specificità del settore, delle sue logiche e delle molteplici criticità che ogni giorno, chi vive e conosce la nostra realtà, deve affrontare a tutti i livelli, dagli operai alla direzione dell’Azienda. Con tutto il rispetto, nessuno può farlo meglio di chi ha reso Fincantieri quello che è oggi, che ha già preso degli impegni con i lavoratori e avviato dei progetti che vanno ora portati avanti con successo, chi conosce il settore, le complicazioni e le difficoltà di un mercato così importante e difficile. Le navi sono una cosa seria, Fincantieri è una cosa seria! Continueremo a chiedere all’Azienda di potenziare il processo di crescita occupazionale diretta nel Paese, il riconoscimento economico legato alla produttività e alle capacità professionali espresse dai lavoratori, il miglioramento dei processi di appalto, nuovi investimenti sulla sicurezza e sulle infrastrutture dei cantieri; tutto questo vogliamo continuarlo a fare con chi, conoscendo i cantieri, la cantieristica e il nostro prodotto, le navi, vuole continuare il processo di rafforzamento dell’azienda e ha reso grande Fincantieri! Vogliamo che non sia una questione di poltrone. Chiediamo rispetto per il lavoro, pretendiamo rispetto per chi porta valore al Paese”.

 

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