Ciao vecchio 2018, sciacalli e puttane te salutant

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Ciao vecchio 2018

(di Antonio Risolo) La Nautica torna in salute dopo gli anni difficili. Conta soltanto questo. Statistiche e indagini delle agenzie specializzate lasciano il tempo che trovano. Sono numeri che poco interessano agli imprenditori, più inclini a tenere sotto controllo il portafoglio ordini e il registro delle barche, varate e in costruzione. Come altrettanto inutili sono convegni e tavole rotonde, cuciti su misura per illustri relatori e moderatori scodinzolanti impegnati a commentare  l’ovvietà. Ciao vecchio 2018, sprofondi nel limbo senza infamia e senza lode. Sarai ricordato, invece, come l’anno dell’attacco violento alla libertà di stampa – organizzato dal governo gialloverde con tanto di minacce e insulti ai giornalisti sciacalli e puttane, attacco condotto dai pentastellati in particolare – che ha indignato non poco il mondo dei media. Il regime è tornato e punta minaccioso l’indice della censura. Ho molto rispetto per le puttane (di professione) che a modo loro si guadagnano la pagnotta. In ogni caso preferisco decisamente le puttane agli incapaci-nullafacenti mantenuti dalla collettività.
Riflessione numero 1. Quell’esempio che viene dall’alto – si dice così – ha fatto scuola anche negli ambienti ovattati di qualche associazione di categoria, molto attiva ad aggiornare quotidianamente la blacklist della stampa non allineata, quella che non troverete mai nei libri paga dei partiti, delle aziende e delle associazioni, appunto. Quella stampa che ama indagare, vericare le notizie e raccontare fedelmente i semplici fatti. Talvolta, però, succede che questi signori affidino comunicazione e immagine a qualche sprovveduto nostalgico del famigerato Minculpop. Una decisione a dir poco discutibile, decisamente imbarazzante. Casi ormai generalizzati sui quali sarebbe opportuno un intervento a gamba tesa dell’Ordine dei Giornalisti.
Riflessione numero 2. Con aggravante. Non contenti, gli stessi signori di cui si parlava prima reclutano anche faccendieri con l’incarico di tirare la giacchetta ai politici di turno. Non importa la casacca di appartenenza, siamo tutti di bocca buona. Così, tanto per fare lobbing. A questo proposito ho letto più volte uno degli editoriali dell’amico e collega Francesco Michienzi, direttore-editore della prestigiosa rivista Barche. Che scrive testualmente: Mi piace pensare che per far funzionare l’industria, l’economia, l’informazione e la società in generale non ci si debba prostrare al politico di turno che con la sua benevolenza ci concede di fare il nostro lavoro. A Cannes non ho visto alcun uomo di partito venuto al salone a fare la sua campagna elettorale permanente”.
Da leggere, amici. Ve ne abbiamo proposto soltanto uno stralcio, un pensierino della sera da Sacra Bibbia. Non c’è limite al peggio se è vero che anche fra Galdino, per Diana!, aveva una sua dignità. Manco stessimo parlando dei faccendieri più potenti d’Italia, da Licio Gelli a Flavio Carboni, a Luigi Bisignani per fare qualche esempio. E così l’atto dovuto viene contrabbandato come ex voto per grazia ricevuta. Una cagata pazzesca, per dirla con Fantozzi, visti e considerati gli schiaffoni che la politica ha sempre rifilato al settore della Nautica, conditi da qualche zuccherino fatto cadere dall’alto per addolcire la pillola. Sufficiente, però, a fare esultare i lacchè del terzo millennio. I quali, con il petto gonfio di aria fritta, passano con nonchalance dall’euforia del successo (?) al millantato credito. E’ proprio così, anche se non è il caso di sbandierare ai quattro venti dettagli squallidi e imbarazzanti.
Non è cosa, dicono a Napoli. Siamo in piena orgia del potere. Miserere mei, Deus! Abbi pietà Signore! Perché il teatrino della politica ha fatto proseliti anche nelle case private. Conservo gelosamente le vignette del grande Giorgio Forattini. Vorrei ricordarne una in particolare – anni Settanta – dal titolo: Piccoli, Brutti, Storti e Malfatti. Non sappiamo – ironia della sorte – quanto appropriati fossero questi cognomi ai personaggi in questione scelti dal Maestro per mettere alla berlina i capicorrente della Dc e del Pci. Sappiamo tutto, invece, della fine ingloriosa dei due maggiori partiti italiani di sempre. Morale della favola: il tempo è galantuomo. Dando per scontato che in quell’arsenale chiamato tastiera ci sono armi e munizioni a iosa per combattere l’indecenza e l’arroganza del potere costituito, sedicente o no. Servi sciocchi compresi.
Nel mio piccolo studio di casa c’è una cornice da circa 40 anni. Contiene la sequenza di otto fotogrammi che mi ritraggono, immagini scattate dalle Brigate Rosse e trovate nel covo milanese di via Lorenteggio. Correvano i terribili anni di piombo. Oggi dovrei avere paura di qualche galletto impazzito? Non scherziamo.
Ciao vecchio 2018. Molti di noi hanno atteso invano le pulizie di Natale. Non ci resta che sperare in quelle di Pasqua… Felice 2019 ai nostri lettori, agli amici, agli imprenditori coraggiosi e a tutte le persone perbene.

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