Elisa, Nostra Signora del Timorasso

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  • Elisa, La Colombera
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(di Erika Mantovan)

Per chi ama salsedine e ostriche ci sono veri e propri mari di idrocarburi nei vini a base Timorasso, uva autoctona piemontese che stupisce sempre quando si sa aspettare la luna buona, il momento giusto per stapparla. Di seguito le coordinate giuste…
Sono poche le curve che separano La Colombera da Tortona, le miglia percorse servono per arrivare nel porto della cantina, l’anfiteatro della Vigna Montino, 14 ettari gestiti ancora oggi da papà Piercarlo. Tutto inizia nel 1998 con una Barbera dedicata alla figlia Elisa, oggi al timone dell’azienda che imposta negli Anni 2000 la rotta in direzione Timorasso insieme con altri pochi produttori. Erano soltanto cinque mentre oggi i colli tortonesi ne contano una trentina con molti investitori arrivati a piantare per accrescere così il numero degli attuali 110 ettari vitati. Elisa sceglie di attraversare le prime tempeste burocratiche e di partecipare ai raduni dei vignerons per definire, insieme, una linea di gusto e il suo stile personale. Il vento inizia a girare dal 2005 dopo lo studio e la comprensione del potenziale dei suoli che aveva a disposizione. In Strada Vho, con la vecchia Cascina Molsino alle spalle, su argille chiare e nere nasce il vino più rappresentativo dell’azienda, il Colli Tortonesi DOC Il Montino, l’essenza del Timorasso. Altre quattro vigne poi, sempre a Timorasso, concorreranno alla produzione di un secondo vino, il Derthona (Tortona). La ricetta per entrambi prevede fermentazioni in solo acciaio, pressatura soffice, un lunga sosta sur lie e bâtonnage per 10 mesi per andare in bottiglia non prima di agosto. Per chi ha la fortuna di trovare in cambusa ancora la prima annata prodotta del Derthona, la 2006, resterà suggestionato dalla sua scia iodata, salmastra con agrumi e fiori bianchi ad aprire il respiro e catturare il palato. Risalendo il tempo invece, Montino 2013 appare oggi cremoso e vanigliato, coperto da nuvole orientali che lasciano intravedere briciole di pan carré e note burrose e di cioccolato bianco salato. Consistente, pieno, ricco, inizia ora a navigare insieme con una freschezza lunga e ordinata con aromi agrumati e sapidi. Un vino dal grande potenziale di invecchiamento. C’è chi lo definisce un “piccolo chablis” e non gli si può dare torto.

In poche parole
55 ettari di cui 22 a Barbera, Cortese, Croatina, Freisa, Timorasso e i restanti a pesche, albicocche, prugne e ceci.
Azienda a gestione familiare dal 1937. Oggi c’è la terza generazione.
Produzioni artigianali di vini quotidiani e del territorio.
Tutti i weekend aperti per visite in cantina e degustazioni.

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