Navigazione interna, ragioni Ucina fondate

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Navigazione interna

Ucina Confindustria Nautica davanti alle Commissioni riunite della Camera, Trasporti e Politiche dell’Unione europea nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo per l’attuazione della direttiva (Ue) 2016/1629, che stabilisce i requisiti tecnici per le navi adibite alla navigazione interna. Non avendo vie di comunicazione fluviale connesse con la rete europea, l’Italia non è tenuta al recepimento della citata direttiva, che può derogare totalmente o parzialmente – è stato spiegato alle Commissioni da Roberto Neglia – responsabile dei Rapporti Istituzionali Ucina – ma certamente non è utile, né saggio, prevedere l’ampliamento degli stessi ambiti di applicazione di questa normativa Ue, nata per regolare il traffico commerciale sulle grandi vie fluviali d’ Europa, a tutte le acque dolci italiane, estendendola alle unità da diporto che si trovassero a solcare stabilmente le acque interne.
Secondo Ucina, il 97% della navigazione da diporto si svolge in mare e tutte le unità dispongono già di una certificazione di sicurezza. L’attuazione della direttiva, comporterebbe dunque l’obbligo di una doppia certificazione per ogni unità, provocando inutili oneri per i costruttori, un costo aggiuntivo che inevitabilmente sarebbe sopportato dagli utenti, ma soprattutto un notevole aggravio di lavoro per l’amministratore pubblica che, alle attività già in essere per la certificazione marittima, sarebbe chiamata ad affiancare la gestione della nuova certificazione per acque dolci da parte della Motorizzazione Civile, a oggi non attrezzata per simili esigenze inerenti il diporto.
“Il problema – ha spiegato Roberto Neglia – si porrebbe anche in termini delle barriere  all’accesso a tutte le attività di refitting, manutenzione e rimessaggio di unità da diporto che hanno sede alle foci dei fiumi e in acque interne. Il problema è tuttavia di facile soluzione, potendosi prevedere che la certificazione per acque dolci non è necessaria laddove l’unità è già in possesso di un certificato di sicurezza per la navigazione in mare”.
Su questo punto i membri delle commissioni, sia di maggioranza, sia di opposizione, hanno  assicurato la massima attenzione, rilevando la fondatezza delle obiezioni sollevate. In conclusione dell’audizione è stato riproposto il tema di un intervento legislativo urgente per il differimento dell’entrata in vigore dei nuovi requisiti per la conduzione senza patente relativa ad alcuni specifici motori, modificati dal dls 229/2017, per consentire all’utenza di adeguarsi nei prossimi anni.

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