Fondazione Bellisario, forum con Carla Demaria

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Fondazione Bellisario: nella foto Carla Demaria (by Daniela Foresto)

Carla Demaria, presidente di Ucina Confindustria Nautica e di Monte Carlo Yachts, è intervenuta al seminario annuale della Fondazione Marisa Bellisario che si è svolto all’Università degli Studi di Padova. Avanti donne: insieme per un futuro di parità il tema dell’incontro (XIX edizione di Donna economia & potere), a cui hanno partecipato 250 imprenditrici. Il seminario – a pieno titolo considerato la Cernobbio delle donne – organizzato da Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario, si è sviluppato su diversi tavoli tematici quali Finanza, Impresa, Europa, Innovazione, Welfare, Giovani, Cultura e Donne.
“Le donne e i giovani sono i soggetti che possono colmare l’enorme divario tra la new economy e la old politics – ha detto Lella Golfo – Sono i nuovi protagonisti di un mondo per il quale l’Europa è una condizione, non un’opzione; la tecnologia è un mezzo, non un limite; la finanza uno strumento e non un mostro”.
“Non vogliamo superare gli uomini ma avere uguali opportunità sia di carriera sia di relazione nei luoghi di lavoro – ha sottolineato Giustina Destro, organizzatrice del forum “Donna economia & potere – Le donne possono portare contributi di sensibilità, saggezza, conoscenza e moderazione”.
Al dibattito Avanti Impresa, è intervenuta quale relatrice, Carla Demaria, presidente di Ucina Confindustria Nautica e numero uno di Monte Carlo Yachts, che ha ricevuto il Premio Marisa Bellisario nello scorso giugno.
“E’ stato un momento alto, efficace e propositivo – ha detto Carla Demaria – Uomini e donne si sono confrontati sulle tematiche di drammatica attualità. Le proposte che ne sono scaturite, dovrebbero diventare prioritarie nell’agenda politica”.
Secondo le proposte emerse a fine lavori della Fondazione Bellisario,  per favorire la crescita e lo sviluppo digitale, è necessario abbattere i vincoli di quattro pilastri d’intervento fondamentali e tra loro complementari: il vincolo infrastrutturale con la realizzazione diffusa della banda larga nel 2020 prevista dal piano nazionale Industria 4.0 che potrebbe diventare irrealizzabile con le ipotesi di taglio oggi proposte dal governo, il vincolo delle risorse finanziarie che prevede la riduzione drastica delle agevolazioni sugli investimenti, il vincolo allo sviluppo della formazione che già vede l’Italia  carente di un’inadeguata formazione, non soltanto a livello universitario ma anche a livello di istituti tecnici, rispetto a Francia e Germania. Infine, il vincolo allo sviluppo delle filiere e delle reti tra piccole imprese che rappresentano il 76% del tessuto industriale del nostro Paese e che con la sua frammentazione, rende complesso un coordinamento indispensabile al fine di agganciare lo sviluppo tecnologico.

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