Vyr 2018 chiude con un focus sul diporto

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Vyr 2018 chiude con la tavola rotonda sul diporto

Vyr 2018 chiude la quattro giorni di Viareggio con la tavola rotonda La nautica italiana riparte: Marine e territori a confronto. E’ l’ultimo atto della seconda edizione del Versilia Yachting Rendez-vous, il salone ideato da Nautica Italiana. La tavola rotonda si è svolta nella sala convegni Darsena Italia di Viareggio. Obiettvi: offrire la possibilità ai marina di riportare le proprie necessità a Territori e Istituzioni, dando sostegno e continuità al dialogo politico e legislativo.
Introdotta da Matteo Italo Ratti, consigliere di presidenza di Nautica Italiana con delega al progetto Marine e Territori, e Marco Cappeddu (nella foto), direttore generale di Nautica Italiana, la tavola rotonda – moderata dall’avvocato Cristina Pozzi – ha visto gli interventi di Stefano Ciuoffo, assessore della Regione Toscana, e di Giovanni Calvelli, comandante della Capitaneria di Porto di Viareggio, la cui presenza ha consentito un focus sulla necessità di una connessione sempre più stretta tra porti turistici, regioni e comuni.
“L’appuntamento di oggi rappresenta un momento significativo di confronto e dialogo, che ha visto prendervi parte alcuni dei massimi esperti del settore – ha esordito Matteo Italo Ratti – Un’occasione fortemente e giustamente voluta da Nautica Italiana, il cui impegno ha permesso ad autorità, istituzioni e personalità presenti di condividere punti di vista e conoscenze su tematiche che toccano da vicino tutti gli attori coinvolti nel settore nautico”.
Hanno offerto la propria competenza al convegno, prendendovi parte in qualità di relatori del Legal experts panel, l’avvocato Flavia Pozzolini, presidente di Cala de’ Medici, l’avvocato Rodolfo Barsi, il commercialista Nicola Galleani D’Agliano, l’avvocato Roberto Longanesi Cattani e l’ammiraglio della Capitaneria di Porto Stefano Porciani.
Per l’Operators and best practices panel sono intervenuti Alessandro Sartore di All Services, Giuseppe Pappalardo (Marina di Genova), Mario Pelegatti (Marina di Salivoli), Giancarlo Linari (Marina di Portofino), Antonio Bufalari di Marinedi Group e il capitano di vascello Angelo Zerilli.
La discussione ha preso l’avvio dai dati complessivi del 2017, che vedono il mercato italiano (circa 480mila imbarcazioni immatricolate) in flessione rispetto a quello estero, il cui valore percentuale si è attestato sull’85,9%. L’offerta dei porti stranieri (come Francia, Croazia, Grecia e Montenegro), infatti, garantisce alle navi da diporto italiane infrastrutture meno moderne, ma più adeguate, e costi sostenibili. Per il rilancio del mercato interno sarebbe dunque auspicabile una giusta rispondenza da parte dei Territori: sia in termini qualitativi, offrendo ormeggi adeguati al tipo di prodotto, sia di sostenibilità economica (prezzi più competitivi). Il tutto unito a una maggiore certezza del diritto, ovvero della corretta applicazione delle direttive di carattere legislativo, e a un coordinamento nazionale delle varie strutture che eviti competizioni interne. A beneficiare di questi interventi non sarebbero solo i diretti interessati, ma il sistema Italia nel suo complesso: non solo perché lo Stato si ritroverebbe – a fine concessioni – con delle strutture più adeguate, ma soprattutto per l’incentivo garantito all’occupazione dallo stanziamento delle imbarcazioni sul territorio nazionale.
“Questa tavola rotonda – il commento di Marco Cappeddu, direttore generale di Nautica Italiana – ha voluto infondere un atteggiamento sinergico, fatto di condivisione e ascolto, nelle istituzioni come negli attori coinvolti. Le conclusioni raccolte saranno portate all’attenzione delle istituzioni nazionali di settore, nell’ottica di una riforma normativa più ampia del comparto diportistico”.

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