Franco Gnessi presenta Nautilus 650 by Dyd

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Un progetto ambizioso, rivoluzionario, senza precedenti. L’explorer che non c’era. Si chiama Nautilus 650 ed è firmato da Dynaship Yacht Design Xtreme Luxury (Dyd) dell’architetto Franco Gnessi, docente all’Università Europea del Design di Pescara e segretario generale di As.Pro.Na.Di (Associazione nazionale Progettisti Nautica da Diporto). Si tratta di un explorer di ultima generazione nato dalla collaborazione dello studio di Latina con alcuni specialisti di diversi settori non direttamente legati allo yachting ma in maniera diretta, invece, al mondo delle esplorazioni e delle spedizioni in Antartico.
“Quello che secondo noi completa il progetto è la grande aderenza delle specifiche della nave a due aspetti completamente differenti tra loro – dice Franco Gnessi – Il primo è quello di dover essere a tutti gli effetti una nave di grande comodità e soprattutto un vero megayacht in ogni suo spazio conviviale e privato. Il secondo, a nostro avviso di grande importanza, quello di dover essere una vera e propria nave oceanografica per esplorazioni, dotata di molti sistemi di sicurezza spesso trascurati. Abbiamo tenuto presente il tipo di navigazione che dovrà affrontare e per questo abbiamo disertato le seppur belle aperture in prua che a mio parere non sono accettabili per navigazioni a quelle latitudini. Si noterà anche la presenza di due mezzi di salvataggio che fanno parte del profilo della nave dato che per ottenere alcune certificazioni e per essere in ice class la nave deve avere dei coefficienti di sicurezza differenti”.
E poi aggiunge: “Si dice che in fondo la differenza tra gli uomini e i bambini è soltanto il costo dei loro giocattoli. Proviamo a immaginare di non aver particolari limiti di tipo economico ma, al contrario, di dover strappare al lavoro il tempo per soddisfare la nostra sete di sapere e di esplorare. In questo caso desidereremmo avere un mezzo che possa condurci oltre il viaggio, e come se aprissimo un bel libro sulle esplorazioni, che ci permetta di immergerci nelle calde acque tropicali che bagnano le bianche sabbie caraibiche, come di vedere capo Horn e lo stretto di Drake come nei viaggi di Sir Ernest Henry Shackleton. Allora l’industria del lusso crea un mezzo ideale: una nave per tutte le latitudini, una nave che ci permetta di navigare per il gusto di farlo”.
Tornando al progetto, dal punto di vista dei layout Nautilus 650 presenta spazi di massima vivibilità a partire dall’equipaggio per arrivare poi alle cabine che saranno tutte di ampia superficie con delle distribuzioni forse insolite rispetto al classico impianto planimetrico. La cabina armatoriale avrà uno spazio ovviamente preponderante con grande versatilità come la piscina degna di una navicella spaziale sotto le ampie vetrate nella parte di prua.
Molte sono le possibilità di vita a bordo con spazi ben identificati, ma tutti collegati da un corpo di collegamenti verticali che permette di organizzare le varie zone pranzo sui vari ponti e soprattutto in condizioni climatiche ben differenti a seconda che si stia navigando in Atlantico in inverno o che si vada a fare un’esplorazione nelle calde acque dell’Amazzonia. L’aspetto imponente di Nautilus 650 è obbligato dal tipo di navigazione. Infatti, chiunque va per mare sa che le belle battagliole intramezzate da vetrate trasversali poco si sposano con un bel mare a giardinetto e 60 nodi di vento… “La scommessa progettuale – aggiunge Gnessi – è proprio quella di creare delle linee accattivanti con tutte le restrizioni del caso. Dal punto di vista della propulsioni abbiamo adottato un prodotto rivoluzionario che ci è stato da poco presentato: i pod Azimutali di ultima generazione certificati per lavorare anche a bassissime temperature. Ma su questo, per ora, preferiamo mantenere il riserbo. Per concludere, progettiamo barche, navi, ma anche tutto ciò che galleggia. Felici di portare avanti queste idee un po’ folli ma assolutamente attuali”.

 

 

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