Demaria denuncia i comportamenti Bénéteau

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Demaria denuncia atteggiamenti illegittimi di Bénéteau

Carla Demaria denuncia comportamenti illegittimi di Bénéteau nei confronti di Monte Carlo Yachts. La presidente di Ucina Confindustria Nautica, comunica che si è svolto l consiglio d’amministrazione di Monte Carlo Yachts Spa da lei convocato in qualità di presidente della stessa “Per trasparenza nei confronti dell’industria e della filiera italiana” e per informare gli organi sociali del comportamento contrario agli interessi di Mcy tenuto dalla capogruppo, la società francese Bénéteau, quotata alla Borsa di Parigi ed esercita attività di direzione e coordinamento su Monte Carlo Yachts.
“Tale convocazione – recita la nota – si è resa necessaria a seguito di precisi rilievi mossi dalla presidente sull’operato della capogruppo, che abusando dei propri poteri di maggioranza sulla controllata Monte Carlo Yachts, ha posto in essere atti volti consapevolmente a deprimere il valore di Monte Carlo Yachts. In particolare Carla Demaria ha denunciato in più occasioni tali comportamenti di Bénéteau SA che ritiene illeciti. Prima si è rivolta alla socia di maggioranza e membro del consiglio di corveglianza di Bénéteau, Annette Roux e al presidente del consiglio di sorveglianza, Yves Lyon-Caen e più recentemente con lettere del 24 ottobre e 29 ottobre, a tutti i componenti degli organi sociali della capogruppo, senza mai ricevere risposta. Ancora una volta nel cda di Monte Carlo Yachts di sabato 10 novembre 2018, i rappresentanti di Bénéteau, tra cui il presidente del Consiglio di Sorveglianza Yves Lyon-Caen, non hanno fornito adeguata risposta ed anzi hanno reagito ritorsivamente contro la presidente di Monte Carlo Yachts, la quale si è vista revocare le deleghe operative e di presidente”.
Carla Demaria – conclude la nota – ha immediatamente contestato tale atto e si è riservata di agire nell’interesse sia della società italiana Monte Carlo Yachts, di cui è socia di minoranza, sia dei lavoratori del cantiere di Monfalcone e dei terzi creditori, sia per la tutela della propria professionalità e reputazione”.

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