Così UnipolSai ha “assicurato” Marina Loano

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  • UnipolSai: lo Yacht Club di Marina Loano
    UnipolSai: lo Yacht Club di Marina Loano
  • Panoramica aerea del porto turistico
    Panoramica aerea del porto turistico
  • Walter Comelli
    Walter Comelli
  • Tramonto su Marina di Loano
    Tramonto su Marina di Loano

di Fabrizio de’ Marinis | Uno dei grandi simboli della rinascita di Marina Loano è stato Maserati Multi 70, trimarano di Giovanni Soldini, in preparazione della stagione agonistica 2016, ormeggiato con la sua base tecnico-operativa. Un’aquila volante sulle sue speciali derive laterali, i foil, e i suoi timoni, lunga 21,20 metri e larga 16, messa a disposizione da John Elkann e allora sponsorizzata da UnipolSai – proprietaria dello strategico approdo del Ponente ligure – in grado di raggiungere i 40 nodi e primatista nelle regate e nei record velici di tutto il mondo. Sicuro rifugio anche nelle condizioni meteomarine più avverse, Marina Loano (Savona) – cinque timoni Rina con il maggior punteggio in Italia, insieme con certificazione Green oltre al 24Plus (ormeggio d’eccellenza imbarcazioni superiori a 24 metri, sempre Rina) e al 50Gold (imbarcazioni superiori a 50 metri ) – è diventato un po’ il simbolo di quella fusione turistica tra mare e terra e di una rinascita marinaresca delle coste italiane, quali ricche risorse economiche per il Paese, se gestite con lungimiranza e competenza. A un’ora di auto dagli aeroporti di Genova e Nizza, a due da Milano, è in grado di ospitare, su fondali fino a 5 metri, 855 unità da diporto stanziali da 6 a 82 metri e 79 in transito, insieme con flotte da pesca e delle Forze dell’Ordine, per un totale di oltre mille ormeggi. Un marcato aumento di presenze, poi, è arrivato anche dalla Francia, con l’effetto fuga, dopo l’impennata delle tasse sui posti barca voluta da Macron.
Un approdo quasi fantasma, con il 10% delle banchine occupate, nel 2012 – gioiello appannato della cassaforte SaiFondiara della famiglia Ligresti, incorporata da UnipolSai nel 2013 – Marina Loano è oggi una struttura marittima con i conti a doppia cifra.
“Pienamente integrata nel suo territorio – spiega Walter Comelli, responsabile delle società diversificate non assicurative di UnipolSai – la società è in buona salute, fortemente capitalizzata, priva di debito e con un fatturato di oltre 5,5 milioni di euro, ha di fatto raggiunto il pareggio operativo. Con un management qualificato, una strategia chiara, una struttura dei costi stabile e un’organizzazione consolidata, grazie all’immagine di altissimo profilo e all’appartenenza al gruppo Unipol, il marina è in grado di soddisfare le attese dei clienti più esigenti, italiani e stranieri, e di cogliere appieno la ripresa del mercato nautico, come testimonia il nostro aumento del 30% dei posti barca occupati, negli ultimi sei mesi. Non secondario, poi, l’aumento di capitale di circa 45 milioni di euro per rafforzare la società e sostenerne la crescita prevista”.
E le strategie del rilancio Walter  Comelli le elenca con chiarezza. Valorizzare il fattore distintivo tecnico più rilevante dell’intera struttura portuale: il finger. Si tratta di un pontile mobile che divide in modo più efficace una barca dall’altra e può essere spostato facilmente, in modo da cambiare rapidamente la configurazione del piano di ormeggi. Essere il porto di casa per i diportisti di Piemonte, Lombardia e Liguria e quello di riferimento, nella Liguria di Ponente, per gli armatori delle aree tedesche e anglosassoni e per quelli provenienti dai paesi limitrofi, colpiti da regimi di tassazione sfavorevole. Essere punto di stazionamento invernale per i grandi yacht, con servizi completi per gli equipaggi. Essere base di transito per tutti i diportisti sulla rotta Italia-Francia sia per soste tecniche, sia per brevi permanenze dedicate allo svago e al relax.
“Su quest’ultimo punto – conclude Comelli – abbiamo sempre creduto nel trait d’union fra terra e mare, un volano per generare ricchezza e cultura sul territorio, interagendo con il Comune e la cittadinanza di Loano, con iniziative culturali tese a vivacizzare il porto e ad aumentarne la capacità attrattiva”.

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