Tilli Antonelli, metti il genio in cassa integrazione

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Dopo l’addio a Wider, Tilli Antonelli ricomincia da Sanlorenzo. Con Massimo Perotti potrebbe formare una coppia formidabile

(di Antonio Risolo) Se Matteo Renzi leggesse almeno un paio di paginette della storia che stiamo per raccontarvi avrebbe di che impallidire. Al di là della propaganda, capirebbe che il suo Jobs Act è davvero poca cosa. La storia, passata e recente, è quella di tale Tilli Antonelli: ex mister Pershing, ex mister Wider, tanto per essere chiari fin da subito. Cassintegrato per scelta, in perfetta coerenza con la sua filosofia di vita.
Tuttavia, Antonelli Attilio da Russi (Ravenna), 62 anni il 27 settembre prossimo, non è uomo che si piange addosso, né impreca alla malasorte, consapevole che il genio non può essere cassintegrato d’imperio. Perché se Tilli non può fare a meno della nautica, è soprattutto la nautica a non poter fare a meno di Tilli, uno dei pochi ad aver rivoluzionato il mondo dello yachting nel corso degli ultimi 30 anni. E così la cassa integrazione (a sue spese…) dura davvero poco. Massimo Perotti, altro grande nome della nautica da diporto internazionale e patron dei cantieri Sanlorenzo, fiuta l’occasione del mercato estivo e gli propone una collaborazione a tempo determinato… Ma non è detto sia poi così determinato. Se sono rose, fioriranno.
“Non mi piace pubblicizzare la cosa – dice Antonelli – Preferisco il basso profilo perché la mia permanenza in Sanlorenzo dipenderà dai risultati. Perotti è una persona seria e lo ringrazio di avermi dato questa opportunità, la struttura che ha creato è solida e all’avanguardia. Per ora faccio la spola tra Fano e La Spezia (quartier generale della divisione Sanlorenzo Superyacht, ndr). Le idee non mancano, ci stiamo annusando… Ci sono progetti per una barca diesel-elettrica di 44 metri in alluminio, per un 500Exp di 46 metri (evoluzione del 42 metri 460Exp) sempre a propulsione diesel-elettrica, e forse per un rivoluzionario 60 metri. Probabilmente alcune di queste novità saranno svelate a Cannes, sicuramente a Montecarlo. Credo molto in questa collaborazione, e fortunatamente ci crede molto anche Massimo Perotti. Nei prossimi mesi capirò se queste idee saranno funzionali ai progetti e alle ambizioni del marchio. Intanto posso dire che alcuni potenziali armatori Wider si stanno riavvicinando, e questa è una buona base di ripartenza, per me e per Sanlorenzo”.
Primo al mondo, Tilli Antonelli ha lanciato la sfida del silenzio con i motori elettrici ottenendo il Comfort Class di Rina (valutazione del rumore e vibrazioni da zero a 100) per il suo Wider 150, barca regina del Salone Nautico di Genova 2016.
Costretto a rassegnare le dimissioni da presidente di Pershing dopo la riunione del soviet Ferretti, allora guidato da Norberto Ferretti e Salvatore Basile, il Nostro non si dispera. Corrono le idi di marzo dell’anno 2010. La crisi globale si fa sempre più dura, il gruppo Ferretti è in piena bufera finanziaria. Nel volgere di poche ore mister Pershing passa dagli altari alla polvere: investimenti, patrimonio di famiglia e anni di sacrifici in fumo. Ma Tilli è uomo fortunato. La sua ombra si chiama Stefania, donna forte e determinata nei momenti difficili, moglie discreta e defilata in quelli dei successi. Che sono tanti. Sostenuto e incoraggiato da una famiglia straordinaria, Tilli si rialza dalla polvere. Non cerca rivincite, non cova rancori. Più semplicemente si rimbocca le maniche e ricomincia da zero. Anzi, “da sottozero”, dice. L’intuizione e immediata: la nuova avventura si chiama Wider. Ed è subito successo con il lancio del primo 42′, la barca più larga. Se ne va anche da Wider dopo aver strabiliato il mondo con il suo Genesi 150 (47 metri), il superyacht silenzioso spinto da quattro gruppi elettrogeni che producono energia per 56 batterie, in ioni di litio. Incomprensioni con il socio malese? “Non voglio parlarne – risponde Tilli Antonelli – Il tempo è galantuomo e chiarirà tutto. Io e Paolo Favilla abbiamo preferito andarcene in silenzio per non mettere a repentaglio produzione e dipendenti. E poi devo rispettare i patti: l’ex socio, infatti, ha preteso che eventuali dichiarazioni fossero concordate. Di sicuro, a distanza di qualche mese, nessuno ha ancora capito il vero motivo che ha scatenato tutto questo. Come sempre le aziende le fanno le persone… Che mi risulta se ne stiano andando perché in Wider non vedono un futuro. Peccato, peccato davvero. Ma bisogna guardare avanti”.
Già. Avanti tutta senza rimpianti e senza voltarsi indietro. Il ragazzo con la valigia ha più di un motivo per gioire delle sue grandi imprese. E di quelle che farà nella sua terza vita. Sempre da protagonista, con una grande visione del futuro. Ecce homo, viene da dire: l’uomo tutto casa e cantiere che alla ribalta preferisce la classica cenetta con pochi amici veri. Magari a base di scampi al sale accompagnati da un buon bianco romagnolo.

PILLOLE DI STORIA
Giovanissimo, Tilli Antonelli inizia ad andare a vela. Si fa le ossa, accumula esperienza, impara trucchi e segreti del mestiere. Tanto che nei primi anni Settanta debutta nelle competizioni di livello mondiale come l’Admiral’s Cup, la Fastnet Race e il Campionato del mondo One Tonner. Poi l’incontro con Raul Gardini. Il Contadino lo prende a bordo del Naif per poi coinvolgerlo nel progetto del celebre Moro di Venezia. Ma il ragazzo di Romagna è un vulcano e abbandona le competizioni per costruire vele: lavora prima a Sanremo per Hood Sails, poi a Rapallo per Horizon, che in seguito diventerà North Sails. Quindi la svolta negli anni Ottanta quando muove i primi passi da imprenditore-costruttore. Nel 1981, infatti, vara la sua prima barca, un motorsailer a marchio Cantiere Navale dell’Adriatico. Ma la consacrazione definitiva a Uomo Nuovo della nautica internazionale arriva nel 1985. Il Cantiere dell’Adriatico cambia filosofia e nome: Tilli Antonelli inventa Pershing, una genialata. La magnum di champagne si infrange benaugurante sulla chiglia del primo yacht a motore dal nome suggestivo, ispirato proprio alla forma del famoso missile balistico americano. Si tratta di un open 45′, disegnato da Fulvio De Simoni, storica firma del marchio di Mondolfo e successivamente di Wider. Da allora i due non hanno mai interrotto la collaborazione, che dura da più di 30 anni. Dirà De Simoni: “Quando sto lavorando a un progetto c’è sempre una poiana che si posa sulla mia spalla… non mi molla un attimo. Asfissiante…”. Tilli Antonelli è anche questo, una poiana… Occhi sgranati sui dettagli: “Caro Fulvio, e se facessimo così…?”. Incorreggibile!
Negli anni Novanta Pershing entra nel Gruppo Ferretti. Inizia una fase importante di rinnovamento grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo. Antonelli Attilio da Russi diventa presidente anche del brand Itama (2004-2009). Rimane al vertice di Pershing fino al 2010, anno in cui lascia l’azienda per “divergenze di vedute” con i vertici del gruppo di Forlì in piena crisi. Fedele al suo cliché di innovatore, inventa Wider, una barca sportiva con due ali laterali estendibili su ogni lato del pozzetto, che raddoppiano in larghezza la superficie calpestabile.

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