Nautica, nuovo Codice tela di Penelope

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  • Codice tela di Penelope. Nella foto Carla Demaria
    Codice tela di Penelope. Nella foto Carla Demaria
  • Un'immagine del recente Nautico di Genova
    Un'immagine del recente Nautico di Genova

Avanti con il Codice tela di Penelope, secondo burocrazia sovietica anni Cinquanta. Il nuovo Codice della Nautica sembrava ormai un formalità quando, il 7 gennaio 2017, la direzione del ministero delle Infrastrutture e Trasporti aveva elaborato un testo che gettava le basi per una importante semplificazione normativa, la competitività della cantieristica, un nuovo approccio per l’utenza, l’attrattività della bandiera italiana, punto focale della nuova Charta. E invece no! E’ necessaria l’ennesima audizione di Ucina Confindustria Nautica davanti all’VIII commissione del Senato perché il testo (preliminare) del decreto licenziato dal Consiglio dei ministri il 15 settembre scorso non rispecchia quello originale. C’è qualche dimenticanza – casuale o voluta, non è dato di sapere – che potrebbe mettere a rischio una filiera il cui indotto genera dieci miliardi di euro. Martedì 3 ottobre, quindi, Ucina Confindustria Nautica sarà di fronte alla Commissione presieduta da Altero Matteoli per esporre le proprie ragioni.
“La prima settimana di ottobre è cruciale per la sorte del nuovo testo normativo e i miei più sentiti ringraziamenti vanno al presidente della Commissione che ha colto appieno l’importanza dei temi e l’urgenza della trattazione, convocando con assoluta rapidità la prima seduta – il commento di Carla Demaria, presidente di Ucina – Il percorso verso l’approvazione definitiva sembrava quindi cosa fatta, dopo un lavoro che ha duramente impegnato il nostro vicepresidente, Maurizio Balducci, il responsabile dei rapporti istituzionali, Roberto Neglia, alla guida di un team di marittimisti, fiscalisti, docenti universitari e il nostro Ufficio Studi. Abbiamo organizzato oltre 40 incontri territoriali con le varie filiere, coinvolgendo aziende associate e non. A Viareggio abbiamo tenuto tre incontri con le principali aziende di Nautica Italiana per raccogliere le loro esigenze e farci portavoce delle loro istanze. Un impiego gigantesco di energie che ci ha consentito di essere, con orgoglio, l’interlocutore principale dell’Amministrazione”.
“Nello scorso mese di agosto, dopo che il testo condiviso è stato licenziato dalla Direzione Trasporto marittimo – aggiunge Demaria – sono state apportate modifiche che non condividiamo, perché comportano una regressione importante dei contenuti, in particolare proprio sulla semplificazione normativa e addirittura eliminano di fatto il nuovo Registro telematico delle unità da diporto e lo Sportello telematico del diportista“.
Intanto bisogna fare presto. Perché il 5 novembre prossimo scade il limite imposto dalla scadenza della legge delega.
“Il giorno dell’inaugurazione del 57° Salone Nautico – conclude Carla De Maria – ho avuto un colloquio riservato con il ministro Graziano Delrio che mi ha garantito il suo impegno personale affinché il percorso normativo di questo provvedimento, fondamentale per il futuro del nostro settore, riprenda il percorso originale. Noi continuiamo a lavorare con determinazione per raggiungere anche questo importante obiettivo”.
C’è in giro un Ulisse qualsiasi che metta i Proci-burocrati nelle condizioni di non nuocere?

 

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