Il Codice è legge, un parto lungo tre anni

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Il Codice è legge. Ora i decreti attuativi

In sala parto da oltre tre anni, finalmente il Codice è legge. Il Consiglio dei ministri ha adottato definitivamente il testo di riforma, ampiamente modificato con tutte (o quasi) le richieste di integrazione avanzate da Ucina Confindustria Nautica insieme con Assomarinas e Assonat-Confcommercio (portualità turistica), Confarca (scuole nautiche), Assilea (leasing) e Federazione Italiana Vela.
“Finalmente il Codice è legge: un risultato importantissimo per tutta l’articolata filiera della nautica e per l’utenza, che giunge dopo un lavoro di quasi tre anni – ha dichiarato Carla Demaria, presidente di Ucina – Semplificare e ammodernare non è mai facile in questo Paese, ma il risultato è uno strumento moderno e competitivo, a cominciare dal Registro Telematico delle barche e lo Sportello Telematico per i diportisti”.
Tra le norme: l’introduzione delle navi storiche, la semplificazione delle procedure di iscrizione, con un tempo limite per il rilascio per i documenti, la licenza di navigazione provvisoria, la riforma della patente nautica, il diritto al rifugio e il transito gratuito per le prime ore della giornata nei marina, il rilascio anche preventivo del bollino blu all’esito favorevole di un controllo al fine di evitarne la duplicazione. Previste le nuove attività commerciali di assistenza all’ormeggio e di assistenza e traino in mare per natanti e imbarcazioni (24 metri), la regolamentazione del noleggio di natanti, la cancellazione delle le procedure di imbarco e sbarco per la rotazione dei marittimi fra diverse unità della stessa impresa, la semplificazione dell’uso della targa temporanea e delle prove tecniche in mare per le aziende. Particolarmente significativa la rimozione del limite di mille t. per l’iscrizione dei grandi yacht in noleggio al Registro internazionale e l’introduzione di un Passenger yacht code italiano per le unità che trasportano più di 12, ma meno di 36 passeggeri.
Nascono, infine, un titolo professionale marittimo specifico per la nautica minore (nazionale, semplificato e svincolato dalla convenzione Stcw) e la nuova figura del mediatore del diporto.
Tutto bene quel che finisce bene, quindi: il Codice è legge. Il governo ha rispettato i tempi, evitando così la decadenza automatica della legge-delega (5 novembre 2017). Ma senza i decreti attuativi, la tanto attesa riforma serve a ben poco. Nel senso che sta per ricominciare quell’odioso ping-pong burocratico il cui esito finale è nelle mani del Padreterno. Riusciranno i nostri eroi nell’impresa di liberare il Registro Telematico e tutte le attuazioni necessarie per la piena operatività del nuovo Codice della Nautica entro la prossima primavera? Senza i decreti attuativi, infatti, la riforma appena approvata farebbe perdere un’altra stagione alla nautica e a tutta la sua complessa filiera. Con altri danni e con altre beffe.
Dice la sua anche Nautica Italiana: “Le numerose novità introdotte dal Nuovo Codice della Nautica – il commento del presidente, Lamberto Tacoli – permetteranno al nostro settore, che sta vivendo un nuovo ciclo di crescita, un ulteriore sviluppo e maggiore forza competitiva. Siamo tuttavia consapevoli che per completare il percorso sia necessario ancora un grande lavoro a partire dall’attuazione, nei tempi utili alla prossima stagione, del Registro Telematico e dalla stesura dei decreti attuativi previsti senza i quali la riforma è ancora parziale”.

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