Codice, Ucina incassa il sì di Camera e Senato

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Dopo il parere favorevole del Consiglio di Stato Ucina incassa il sì di Camera e Senato

Dopo il parere favorevole del Consiglio di StatoUcina incassa anche il sì di Camera e Senato che hanno accolto le istanze di integrazione al testo di riforma del Codice della Nautica. Le commissioni competenti hanno votato lo schema di decreto legislativo, ma vincolato all’adozione di modifiche e integrazioni. Il voto delle Camere, anche in accoglimento dei suggerimenti dello stesso Consiglio di Stato, riguarda in particolare lo snellimento burocratico delle procedure di registrazione delle unità, il coordinamento con il registro telematico (anche ai fini dei controlli in mare), il pieno riconoscimento della navigazione commerciale, le semplificazioni per le navi iscritte al registro internazionale, la rivisitazione della sicurezza della navigazione da adottarsi nel regolamento attuativo con riguardo rilascio delle certificazioni e delle dotazioni, la validità dell’uso del Vhf senza necessità di esame.
“Le istanze di Ucina trovano un’autorevole conferma – commenta soddisfatta Carla Demaria, presidente dell’associazione confindustriale – Devo ringraziare innanzitutto le Commissioni VIII Lavori pubblici del Senato e IX Trasporti della Camera, i rispettivi presidenti Altero Matteoli e Michele Pompeo Meta, i relatori Raffaele Ranucci e Alberto Pagani, per il grande lavoro di ascolto svolto in queste settimane. In particolare il grande sforzo di raccordo messo in campo dal senatore Ranucci e dal capogruppo Marco Filippi, senza i quali oggi non avremmo avuto queste importanti indicazioni nei tempi utili. Il ministro Graziano Delrio – conclude Demaria – ci aveva già dato disponibilità a integrare lo schema approvato in via preliminare ad agosto, con un’ampia apertura al confronto confermata in occasione dell’inaugurazione del 57° Salone Nautico a Genova, di cui Ucina è molto grata. Gli ho quindi scritto per chiedere che le convergenti indicazioni di Parlamento e Consiglio di Stato possano trovare al più presto recepimento nel testo finale”.
In ultima analisi, Ucina incassa il sì di Camera e Senato, ma non basta. Tutto il procedimento, infatti, deve essere concluso entro il 5 novembre 2017 con l’approvazione del decreto legislativo definitivo, pena la decadenza della delega. In particolare, il Parlamento ha vincolato il governo a inserire nel testo di riforma: 
– il coordinamento
con il Registro telematico e lo Sportello telematico del diportista
– il pieno riconoscimento della navigazione commerciale, le semplificazioni per le navi iscritte al Registro Internazionale (con l’adozione facoltativa di licenza di navigazione, ruolino equipaggio e libro unico di bordo), l’inserimento delle attività di ormeggio nei porti e di assistenza e traino in mare
– la fissazione del termine di 20 gg per rilascio di tutti i documenti e la riduzione a 7 giorni del termine per il rilascio dei duplicati
– l’introduzione della categoria Navi Storiche
– lo snellimento delle procedure di iscrizione delle unità, da effettuarsi anche:  direttamente a opera dell’utilizzatore in forza di un contratto di leasing; con una stazza provvisoria; con il semplice attestato di avvio della cancellazione dal registro estero; con l’estensione delle semplificazioni concesse alle unità provenienti da registri UE anche a registri extra UE ritenuti affidabili, da identificarsi con successivo decreto
– il mantenimento dell’unità sotto bandiera italiana da parte di un cittadino residente nella Ue con la mera elezione di domicilio in Italia
– l’inserimento del collegamento ai registri telematici per l’effettuazione dei controlli in mare
– l’introduzione di istruzioni d’uso da consegnare ai natanti concessi in locazione
– la conferma di rilascio della licenza Vhf senza esame
– la rivisitazione della normativa di sicurezza della navigazione, con riguardo al rilascio delle certificazioni e delle dotazioni di sicurezza anche in accordo con l’evoluzione tecnologica
– l’uso da parte di cantieri e refitter della targa prova con la sola patente nautica e la navigazione per verifica di scafi e motori delle navi da diporto in presenza di un soggetto certificato First Aid
– l’introduzione di un titolo unico semplificato per il noleggio, di valenza nazionale e svincolato dalla normativa internazionale
– la limitazione della registrazione nell’anagrafe patenti ai soli sinistri oggetto di inchiesta
– la possibilità per il mediatore del diporto di esercitare, insieme al brokeraggio dell’usato, anche la rappresentanza dei cantieri e l’esclusione dell’esame abilitativo per chi è già mediatore marittimo
– l’introduzione di una sanzione per l’esercizio abusivo di scuola nautica
– la ridefinizione della sosta in transito gratuito in una fascia di 4 ore giornaliere, in modo da assicurare il servizio senza penalizzare l’attività di ormeggio dei gestori
– le semplificazioni delle procedure di “arrivo e partenze” e la loro estensione anche alle navi iscritte al Registro Internazionale
– la possibilità di installare motorizzazioni Gpl in base alla normativa internazionale.
Per la cronaca, Ucina aveva chiesto queste integrazioni alla versione licenziata da Consiglio dei ministri a metà dello scorso settembre perché “divergente da quella definita dalla Direzione dei Trasporti”. Resta da capire, invece, perché dal testo finale era sparito questo lungo elenco di articoli o commi senza i quali sarebbe stato perlomeno azzardato parlare di nuovo Codice della Nautica.

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