Rosetti e Spadolini spiegano il “mostro”

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Rosetti e Spadolini spiegano Rosetti e Spadolini spiegano l'85 metri expedition

Rosetti e Spadolini spiegano il rivoluzionario progetto 85 metri expedition. “È lo yacht più autentico che abbia disegnato nei miei 40 anni di carriera”, dirà poi il noto designer fiorentino della sua imbarcazione progettata per Rosetti Superyachts presentata a Milano da Fulvio Dodich, partner e presidente del cantiere di San Vitale (Ravenna).
“Una parte fondamentale del processo di design è stata l’analisi delle molte navi commerciali lanciate da Rosetti fino a oggi – aggiunge Spadolini – Queste solide e sicure navi devono operare ininterrottamente in ogni condizione meteorologica ed è questo stesso Dna che è stato integrato nel concept dell’85 metri expedition”.
Della nuova imbarcazione Gentedimare2.0 ne aveva parlato a lungo l’8 novembre scorso (https://www.gentedimareonline.it/2017/cantieri/fulvio-dodich-presenta-rosetti-superyachts/). Un binomio, Rosetti e Spadolini, che farà discutere a lungo addetti ai lavori e media specializzati.
“Un altro criterio fondamentale di questo progetto – ha poi aggiunto Fulvio Dodich – era che fosse realizzabile seguendo i criteri design to market and design to service. Ho conosciuto Tommaso oltre 20 anni fa e abbiamo lavorato insieme allo sviluppo di un progetto che combinasse la sua creatività, la mia conoscenza delle richieste del mercato e che nel contempo rispondesse ai requisiti tecnici richiesti per la certificazione alla navigazione senza limiti”.
L’85 metri expedition di Rosetti Superyachts, la nuova divisione del gruppo, è disponibile in due versioni con un helipad completamente certificato posizionato a centro nave o a poppa, a seconda dei desideri dell’armatore. Entrambe le configurazioni raggiungono circa le 2.200GT e possono ospitare tender di grandi dimensioni sul ponte, ma la versione con helipad a poppa garantisce diversi vantaggi pratici. Per esempio un’unità a vela può essere posizionata a centro barca senza creare problemi all’operatività dell’elicottero. Con modifiche minime al design, il grande salone posto sotto l’helipad può essere sostituito con un hangar dedicato proprio al velivolo.
“Nonostante l’abbondanza di spazi esterni – spiega ancora Spadolini proposito del layout a cinque ponti – abbiamo optato per un layout che ottimizza i volumi interni della sovrastruttura di prua”.
Il ponte inferiore è dedicato all’equipaggio e comprende la cucina, la zona pranzo e una lounge, oltre a 12 posti letto (la cabina del comandante si trova sul bridge deck). Il ponte principale conta quattro cabine ospiti doppie con bagno private, alle quali si aggiunge un’ulteriore cabina per l’equipaggio. Il ponte a tutto baglio dedicato all’armatore presenta a prua una suite open-plan, bagni separati (lui&lei), guardaroba walk-in e una zona pranzo a poppa. Anche il ponte superiore prodiero è dedicato all’armatore e prevede una lounge privata, uno studio-ufficio e l’accesso all’aperto (grande area con piscina). Un altro salone poppiero funge sia media room sia da sky lounge. La plancia di comando assicura la massima visibilità, mentre il ponte inferiore dà accesso alla sala motori e comprende officina, lavanderia, cella frigorifera, dry store, deposito biancheria, deposito dei rifiuti e altre aree tecniche.
Gli esterni firmati da Spadolini sono maschi e robusti, ma le vetrate aggiungono un tocco di eleganza tipicamente superyacht glamour, a un design comunque perfetto per un expedition yacht o uno shadow vessel. Trattandosi di un progetto totalmente custom, gli armatori possono scegliere i propri interior designer, ma Spadolini ha comunque sviluppato un’identità di interni che egli stesso descrive come “contemporanea e confortevole, e non sfarzosa”.
La forma della carena è stata sviluppata dagli architetti navali presso Rolls-Royce Marine in Norvegia per ottenere la massima efficienza e marinità in qualsiasi condizione meteo. Un’attenzione particolare alla navigazione asciutta garantita dalla prua svasata in grado di ridurre gli spruzzi.
Rosetti Superyachts ha scelto Rolls-Royce come fornitore di soluzioni che integrano l’engineering e la dotazione di motori, sistemi propulsivi elettrici e trasmissioni. La prima proposta è una propulsione diesel-elettrica che sfrutta quattro motori MTU 16V 4000 (MTU fa parte del Rolls-Royce Group) come generatori diesel combinati con pods Azipull di Rolls-Royce per una velocità massima di circa 20 nodi e una di crociera di circa 15 nodi. In più, al fine di ottenere un basso trascinamento e un’alta efficienza idrodinamica, i pod rotanti a trazione assicurano eccellente manovrabilità, efficienza dei consumi, una conduzione precisa e bassi livelli di rumori e vibrazioni. Per contenere i costi, infine, gli armatori possono scegliere tra carena e sovrastruttura finite seguendo i più elevati standard del mondo superyacht oppure optare per una verniciatura del mondo nautico commerciale.
“Mi sono rivolto direttamente a Tommaso – conclude Fulvio Dodich – perché ha un approccio flessibile, caratteristica che non si ritrova spesso tra i designer. Il risultato è un vero expedition superyacht che credo unisca le richieste del mercato e le caratteristiche capacità costruttive del cantiere”.
La nuova avventura di Rosetti e Spadolini è appena iniziata.

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