Paola Cranchi: “Caro Babbo Natale, io vorrei…”

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(di Chiara Risolo) Cresciuta a pane e scafi, Paola Cranchi è una di quelle donne che, da sola, in mezzo al niente, con una gomma dell’auto a terra, saprebbe esattamente dove mettere le mani senza sperare, appesa al cellulare, nell’intervento di qualche angelo salvatore. Ma non ditelo troppo in giro: ometti con la sindrome da incredibile Hulk, potrebbero anche rimanerci male.
Figlia del grande Aldo Cranchi, Paola contribuisce ogni giorno con il suo lavoro a scrivere la storia (che dura da ben 145 anni) dell’omonimo marchio. Nel cantiere nautico di Piantedo, in provincia di Sondrio, è una sorta di scheggia, per nulla impazzita. Tutt’altro: è concentrata, e centrata, su quello che fa, dallo sviluppo dei nuovi mercati a quello delle concessionarie finché non sono a regime, dal marketing alla preparazione del personale tecnico. “Sono quasi trent’anni che lavoro in questa azienda – racconta – un’azienda orgogliosamente di famiglia, di due famiglie per la verità dopo l’ingresso dei Monzino nel 1970”. Litigi? Querelle? “Affatto, perché abbiamo tutti molto chiaro l’obiettivo primo e ultimo, ovvero il bene del marchio. Le chiacchiere restano fuori dal cantiere, non ci appartengono”.
Un cantiere che si appresta a chiudere il 2016 con oltre 30 milioni di euro di fatturato (28 nel 2015). Un cantiere corteggiatissimo da numerose società estere: “Se in piena crisi non abbiamo ceduto alle lusinghe di altri partner, penso che non cederemo mai”, sentenzia fiera. Come darle torto. Del resto anche la più lauta offerta economica ha poche possibilità di competere con 145 anni di successi in tutto il mondo.
Ma tanta grazia, come si conviene, non cade dal cielo. Nessun gratta e vinci della nautica. Nessuna dea bendata.
“Noi ci mettiamo il cuore, coccoliamo i nostri clienti e soprattutto cerchiamo di anticipare le loro richieste – dice Lady Yacht. Investiamo continuamente in ricerca, tecnologia, design. Siamo molto orgogliosi, per esempio, della recente collaborazione con Christian Grande, affermato e pluripremiato designer italiano”.
C’è sempre ottimismo nelle parole di Paola Cranchi, toni squillanti, freschi che hanno il passo svelto di chi, senza distrazioni, va dritto verso l’obiettivo. E c’è anche la voglia di sperimentare. Di esplorare nuove frontiere: i Trawler sono un esempio emblematico del cantiere. “Sono imbarcazioni nordiche, apparentemente non adatte ai nostri mercati che richiedono linee più fashion. Invece sono piaciute molto. Tre anni fa in piena crisi economica siamo riusciti a proporre in modo brillante un prodotto valido a costi più bassi, il pubblico ha apprezzato e continua ad apprezzare”.
Si annunciano vincenti anche le prossime sfide: nel 2018 verranno lanciati un 78 piedi e altri yacht di alta gamma, top secret per ora.
E se per ammirare questi gioielli basterà attendere soltanto un po’ di tempo, per le altre passioni di Paola Cranchi bisogna rassegnarsi al segreto. Non vedremo mai i suoi dipinti, mai leggeremo le sue poesie. “Dipingo su tela e scrivo versi, ma tengo tutto per me. Sono mollto gelosa”, racconta divertita. Dica qualcosina, una almeno… “Disegno soggetti astratti e scrivo di tutto, pensieri quotidiani, è come se avessi un diario dei segreti su cui appunto suggestioni”. Tenace (“come papà, lui non molla mai”, dice) e vulnerabile (“la  mia vulnerabilità mi consente di comprendere i miei limiti per superarli”), Paola Cranchi è ben consapevole di essere “una donna in un mondo di uomini”, ma aggira l’ostacolo con vivace intelligenza. “Sto sempre un passo indietro, non ostento mai  quei tratti che generalmente sono maschili. Mica vado a dire a un cliente che guido una barca anche con mare forza 7 senza paura!”.
E visto che siamo a una manciata di giorni dal Natale, la domanda è di rito. Cosa vorrebbe trovare sotto l’albero?: “Due regali. Uno per la mia azienda perché possa tornare allo splendore di un tempo. E uno per me, le ferie. Non le faccio da due anni”. In barca? “Anche sì”. Quale? “Difficile dirlo, mi tocca sempre quella non venduta. Prima viene il cliente”, chiosa sorridendo. Quando si dice una donna tutta d’un pezzo.

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One Response to Paola Cranchi: “Caro Babbo Natale, io vorrei…”

  1. Diego Catalano ha detto:

    Buongiorno,vorrei presentarvi un comunicato stampa, sulla nostra anteprima mondiale il Marine Dipping,hanno già parlato di noi, Nautica, Liguria Nautica, Nautica Report e Yachting Pages, potrei essere contattato? Grazie 3891799508

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