Cannes, c’era una volta un Re…

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(di Antonio Risolo) Sembra ieri, ma un altro anno nautico se n’è andato. Parte il nuovo, sempre da Cannes. Sul cui trono, un tempo, c’era il Re della Nautica, oggi in esilio. Nostalgia canaglia… Vero, è così. Perché il Re dei due mondi – regnava anche su Genova – un giorno mi disse: “Caro mio, i giochi si fanno qui a Cannes. A Genova chiudo i contratti”. Firmato Norberto Ferretti. A suo giudizio, quindi, le due fiere erano complementari. E oggi? Oggi le due sponde dell’alto Mediterraneo si fanno la guerra a cannonate per il primato. La Croisette, la Plaisance, le Palais des Festivals et des Congrès hanno indubbiamente grande fascino. E, soprattutto, attraggono la crème della mondanità internazionale. Ma con il permesso di Annette Roux, première dame della nautica francese, presidente del Cannes Yachting Festival nonché numero uno di Bénéteau, la leadership del Mediterraneo appartiene al Nautico di Genova. Numeri alla mano, al netto di coloro che hanno scelto di non esserci.
L’inciso era doveroso, per la cronaca. Ma torniamo agli anni ruggenti, quando Paolo Vitelli era ancora il Viceré. E, saldamente insediato ai vertici di Ucina Confindustria Nautica (1998-2006 il doppio mandato della sua eccellente presidenza), dava gli ultimi e sapienti ritocchi a quella che a breve sarebbe diventatala la “dittatura” di Azimut-Benetti su tutti i mercati mondiali
Non si prendevano i due. Norberto da Forlì e Paolo da Avigliana, romagnolo il primo, sabaudo il secondo, si detestavano cordialmente, impegnati com’erano a sfidarsi all’ultimo euro di fatturato che all’epoca sfiorava il miliardo per ciascuno dei due gruppi, mentre l’intero settore cresceva a due cifre. Altri tempi. Mario Monti si faceva i fatti suoi alla Bocconi o a Bruxelles, non ancora a Palazzo Chigi. Vi fosse mai arrivato…
Poi accadde che Norberto passò in un baleno dagli altari alla polvere, vittima sacrificale della finanza creativa, ma anche di un’euforia generalizzata e pagata poi a caro prezzo, complice la crisi scatenata dal collasso finanziario di Lehman Brothers nel 2008. Grande genio navale (testava sulla sua mitica Navetta Custom Line tutte le diavolerie tecnologiche dell’ultima ora), non capiva nulla di bilanci, di entrate e uscite. Spendeva e basta. In acquisizioni s’intende, una dopo l’altra: nove marchi, il meglio della cantieristica. Basti pensare al colpaccio Riva. Sappiamo tutti com’è finita. Il Re è nudo e per il Viceré si spalancano gli oceani. E’ il leader mondiale dei megayacht.
Nel frattempo fanno irruzione prima Massimo Perotti (nel 2005 si prende la maggioranza di Sanlorenzo) e Carla Demaria (nel 2010, sponsorizzata dal colosso francese Bénéteau di Annette Roux, fonda Monte Carlo Yachts a Monfalcone). Guarda caso due ex manager del gruppo di Paolo Vitelli.
Il ciclone imprevisto e imprevedibile, tuttavia, arriva con tutta la sua furia nel febbraio 2012 e si chiama Beniamino Gavio, Mino per gli amici. Che schiera subito le potenti bocche di fuoco della sua galassia imprenditoriale e si regala un’icona mondiale di nome Baglietto. I boss della cantieristica che conta snobbano “l’intruso”, non gradiscono: Gavio potrebbe diventare un concorrente pericoloso. E infatti… L’uomo di Tortona rianima il Gabbiano moribondo e lo rispedisce in volo ad ali spiegate, più in salute che mai. Ma umori e alleanze mutano di ora in ora, come in politica. Ed ecco che Gavio (con i suoi tre prestigiosi brand Baglietto, Cerri Cantieri Navali e Bertram) viene cooptato nell’esclusivo Yacht Club Transfuga nato da una costola di Ucina, l’associazione confindustriale che sul Gavio-cooptato ha qualche innegabile responsabilità.
Scusate la botta nostalgica, ma in poche righe ho tentato di sintetizzare – da testimone – gli ultimi 18-20 anni della Nautica nazionale. Non era facile, ma non è questa la sede per un romanzo. Ce ne sarebbero da scrivere almeno due, forse tre… E magari anche un giallo!
Torniamo al Cannes Yachting Festival. Domani, 6 settembre, il taglio del nastro. Da oltre due mesi Gentedimare2.0 pubblica quotidianamente resoconti dettagliati, ricchi di immagini e video, sui cantieri italiani che hanno già schierato modelli vecchi e nuovi lungo i pontili del Vieux Port. Esibendo anche i muscoli, forti di un podio mondiale che da qualche anno ci propone questa classifica in ordine di arrivo: gruppo Azimut-Benetti, Ferretti Group, Sanlorenzo.
Nei prossimi giorni faremo altrettanto, ma in diretta, stando sul posto, partecipando alle conferenze stampa organizzate dai vari brand, seguendo attentamente tutti gli eventi delle cosiddette anteprime mondiali e cercando di cogliere qualche curiosità stravagante. Senza trascurare le realtà più piccole, il vero zoccolo duro dell’industria nautica nazionale. Vi aggiorneremo, quindi, per farvi vivere in tempo reale, attraverso i vostri pc, tablet o smartphone, i momenti più affascinanti che questo magico mondo sa regalarci. Nonostante la guerra dei saloni (comprensibile) e quella tra due associazioni (meno nobile e fratricida).

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