Noi il Mediterraneo… Scommessa Palermo

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Noi il Mediterraneo, la scommessa Palermo

“Noi il Mediterraneo … 12 mesi all’anno”. Il porto di Palermo nuovo business per gruppi crocieristici e compagnie che gestiscono ferries e autostrade del mare? La scommessa è possibile, secondo le conclusioni del convegno organizzato dall’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale. Sono molti, infatti, gli operatori che hanno risposto all’appello del presidente Pasqualino Monti con un’apertura di credito concreta.
“Palermo e i porti del suo sistema sono diventati oggetto di impegni espliciti da parte delle compagnie”, spiega una nota dell’ufficio stampa dell’Autorità di sistema portuale. E in prima fila per i traghetti ci sarebbe il gruppo MobyTirrenia “disposto a investire da subito in un terminal efficiente nella Sicilia Occidentale”. Ancora, dagli interventi è emerso l’interesse dei grandi player delle crociere a gestire la nuova stazione marittima di Palermo. Al convegno è intervenuto anche il sottosegretario a Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi. Fra gli altri, il presidente di Federagenti, Gian Enzo Duci, ha evidenziato come la Blue economy in questo momento viva un momento particolarmente positivo, “grazie a una situazione geopolitica del Mediterraneo che ha favorito e continua a favorire, specie sui passeggeri, le destinazioni di Italia, Spagna e Grecia”.
Dal convegno “Noi il Mediterraneo … 12 mesi all’anno”, nasce una vera e propria apertura di credito su Palermo, quindi, con risultati al di là delle aspettative. Oltre al mandato personale espresso a Monti dal sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Palermo e i porti del suo sistema sono diventati oggetto di impegni espliciti da parte dei maggiori gruppi crocieristici e da parte delle compagnie che gestiscono ferries e autostrade del mare, disposti – come dichiarato ad esempio da Achille Onorato del gruppo Moby-Tirrenia – a investire da subito in un terminal efficiente nella Sicilia occidentale o dai grandi players crocieristi.
A rappresentare Ucina Confindustria Nautica c’era Barbara Amerio (Gruppo Permare) che ha sottolineato l’esigenza di ampliare l’offerta dei posti barca per super e mega yacht: “In Liguria, ha detto Amerio – ci sono circa 1500 posti riservati ai superyacht contro i 230 dell’intera Sicilia. Bisogna creare servizi di assistenza, sicurezza e infrastrutture per accogliere questo turismo di nicchia che può garantire fino al 10% di indotto annuo sul territorio. E’ necessaria una campagna promozionale dell’offerta siciliana a livello internazionale che raggiunga sia le agenzie di charter sia i comandanti e gli armatori per cominciare a creare itinerari di cultura o enogastronomici legati al territorio che non ha nulla da invidiare ad altre mete più frequentate. Ho ricordato – ha concluso Barbara Amerio – i moltiplicatori occupazionali del 7.4 e di reddito 5.9 che sono i più alti dell’economia del mare”.
“Noi il Mediterraneo … 12 mesi all’anno” è intervenuto anche Marco Cappeddu, direttore generale di Nautica Italiana.
“La chiave di volta dello sviluppo turistico-portuale delle nostre coste – ha sottolineato Cappeddu -dovrà fondarsi sempre di più sul link tra industria nautica e infrastrutture e servizi di qualità. C’è una ricchezza inespressa che chiede solo di poter esplodere. In questo senso chiediamo alle Istituzioni di rivolgere uno sguardo prioritario non solo al grande traffico marittimo, ma anche al diporto. Perché un solo diportista di valore può lasciare sul territorio una spesa pari a quella di decine di croceristi”.
Il sottosegretario Edoardo Rixi ha parlato di occasione storica, dopo anni in cui i governi che si sono succeduti alla guida del Paese, hanno colpevolmente sottovalutato la risorsa mare, in alcuni casi complicando e aggravando, come accaduto con la legge sui dragaggi, il quadro normativo di riferimento. Rixi ha anche insistito sulla necessità di affermare in Europa la centralità del Mediterraneo e di procedere a un coordinamento funzionale fra le competenze sul mare sparse fra diversi ministeri. Necessità ribadita dal presidente di AssArmatori, Stefano Messina, che ha sottolineato come l’efficienza delle autostrade del mare rappresenti la chiave per garantire l’efficienza del sistema Italia, e dal presidente di Confitarma, Mario Mattioli, che ha rilanciato la proposta del Ministero del mare.
Gelo in sala, infine, dopo l’intervento di Gianfranco Micciché che auspicava l’incremento di navi porta container nel porto di Palermo. Una proposta fuori da coro, e fuori tema, alla quale ha risposto per le rime Edoardo Rixi.

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