Codice in vigore, la vittoria di Ucina

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La vittoria di Ucina: entra in vigore il nuovo Codice. Nella Foto Graziano Delrio e Carla Demaria

Data storica per la Nautica quella di oggi, 13 febbraio 2018, che celebra la vittoria di Ucina Confindustria Nautica. Dopo tante pene e tanti affanni… entra in vigore la riforma del Codice. E sempre oggi, 13 febbraio 2018, sono in tanti a vendicarne, più o meno orgogliosi, la paternità. Stando sempre fuori dal coro, e detestando ogni oltre limite le squallide campagne elettorali, è molto più serio parlare di maternità. Se oggi abbiamo il nuovo Codice della Nautica, infatti, il merito è tutto di Ucina e della sua presidente-guerriera, Carla Demaria che l’ha spuntata sulla classe politica e sull’odiata burocrazia ministeriale andate al tappeto per… sfinimento. Tuttavia il percorso verso l’affermazione legittima e definitiva dell’industria nautica come un importante elemento di crescita dell’economia, è ancora lunga.
Domanda: perché la legge di bilancio ha tagliato furori la non applicazione retroattiva degli aumenti dei canoni demaniali stabiliti selvaggiamente dalla Finanziaria 2007? La risposta è scontata, ma se qualcuno avesse voglia di approfondire, potrebbe interpellare il nostro super-ministro-burocrate dell’Economia, Pier Carlo Padoan.
Una vittoria di Ucina, dicevamo, ma, detto questo, la strada che porta a considerare l’industria delle barche come un fattore strategico di crescita della nostra economia è ancora lunga. Che vuoi fare, i politici so de coccio, imbarcati sul quell’Arca di Noè dalla quale difendono con il coltello tra i denti soltanto i propri privilegi.
Dice il ministro Graziano Delrio: “Con soddisfazione vediamo oggi in vigore il nuovo codice, una delle misure più attese della riforma della portualità e logistica, e che fa bene alla risorsa Mare e alla sua economia. Tra i cambiamenti importanti, condivisi con il settore, la semplificazione burocratica e amministrativa, il coordinamento con la disciplina del Registro Telematico del Diporto e dello Sportello Telematico del Diportista, l’istituzione di nuove figure professionali, il riconoscimento dell’11 aprile di ogni anno come Giornata del Mare nelle scuole, il rilancio della portualità per la nautica sociale e la garanzia di una maggiore tutela di interessi pubblici primari quali la protezione dell’ambiente marino, la sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare”.
Signor ministro, una brevissima riflessione: la scoperta da parte sua della “risorsa-mare che fa bene all’economia” ci rende felici. Siamo d’accordo su tutto. Però ci spieghi perché avete dribblato – a nostro avviso volutamente – il complesso dossier sui canoni demaniali? La filiera nautica attende una cortese risposta. Un dubbio è legittimo: ha prevalso forse il partito delle tasse?
Ma oggi 13 febbraio 2018 è una giornata storica, ed è giusto celebrarla registrando le impressioni dei principali attori di questo successo.
“La legge è finalmente in vigore e il lavoro di riforma giuridica fortemente voluto dall’associazione di categoria insieme con Assilea, Assomarinas, Assonat, Confarca e Federazione Vela è sostanzialmente completato – dice Carla Demaria, presidente di Ucina Confindustria Nautica – Alcune norme hanno efficacia diretta e sono già applicabili, per altre sono previsti degli strumenti attuativi, ma anche in quest’ultimo caso il Codice già ne individua le linee. Il confronto con l’Amministrazione è comunque già iniziato”.
“Le novità introdotte in termini di semplificazione delle procedure d’iscrizione e riduzione delle tempistiche di rilascio dei documenti, mantenimento delle agevolazioni per le unità sotto i 10 metri, regolamentazione del noleggio e della locazione di natanti, destinazione delle aree dismesse dei porti a rimessaggio a secco per le piccole unità, renderanno certamente più semplice l’accesso al mare a migliaia di appassionati”, aggiunge Pietro Vassena, vicepresidente Ucina con delega alla promozione della nautica.
“Oggi – il commento di Maurizio Balducci, vicepresidente Ucina delegato alla riforma –  restituiamo al settore norme chiare, semplificate e competitive rispetto a quelle dei principali attori europei, che daranno un sostegno importante all’industria. In particolare va ricordato il pieno riconoscimento dato alla navigazione commerciale e alla riduzione degli adempimenti per le aziende relativi all’uso della targa prova”.
Infine Massimo Perotti, presidente emerito dell’associazione confindustriale, che sottolinea “il valore trainante per la cantieristica – anche in relazione alla Brexit – della semplificazione dell’iscrizione delle navi da diporto al Registro internazionale, con la rimozione del limite delle 1.000 t, l’introduzione di documenti semplificati e di un solo libro di bordo. Oltre allo snellimento delle procedure di arrivo e partenza delle unità estere”.
Per ulteriori approfondimenti:  https://mit.gov.it e https://ucina.net/nuovo-codice-della-nautica-le-principali-novita/

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