Avila, Montecarlo-Venezia: un Tuono mondiale

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  • Avila, Tuono arriva a Venezia
    Avila, Tuono arriva a Venezia
  • Foto di gruppo in Laguna
    Foto di gruppo in Laguna
  • Tuono a Montecarlo prima della partenza
    Tuono a Montecarlo prima della partenza

Incredibile record mondiale di un gommone di serie che ha concluso la tratta Montecarlo-Venezia in 29h 45’ 39” battendo di 3h 0′ 36″ il record motonautico offshore di velocità per barche fino a 30 piedi. L’impresa è stata portata a termine da uno scafo della classe Tuono Type 9 del Cantiere Avila di Lomagna (Lecco), alla velocità media strepitosa di 39,02 nodi. Il precedente record apparteneva a uno scafo del Cantiere Fb del lecchese Fabio Buzzi (32h 46’ 15” alla media di 35,26 nodi). Di serie anche i due motori Suzuki DF 200 AP da 200 cv che non hanno subito alcun tipo di elaborazione, così come le eliche originali Suzuki e che non sono state cambiate durante il percorso. In un certo modo di serie erano anche i tre piloti, Gianluca e Franco Chiari e Alberto Bonin, tutti rigorosamente non professionisti. Bravi, però, nel cimentarsi per la prima volta in una competizione di motonautica mantenendo la giusta concentrazione e sfoggiando una  professionalità innata e una tenuta fisica importante, soprattutto per quanto riguarda il quasi settantenne Franco Chiari. Un team eccezionale, compresi i membri a terra, unito da un sodalizio di reciproca stima e forte passione per la nautica. Perfetta è stata anche l’organizzazione, prima e durante l’evento, ben attrezzata, appunto, con una base a terra, dotata di tracker per conoscere in ogni istante posizione e velocità della barca e in collegamento via telefono satellitare per mantenere i contatti soprattutto fra Tuono e il mondo esterno, in particolare il Marine Weather Service di Navimeteo. In ogni momento il Team Avila a terra, composto dal tattico Alessandro Di Lelio, nonché da Marco e Angelo Sala (titolari del Cantiere Avila) aveva sotto controllo la velocità, la media, la rotta, i consumi. Tutto uqesto ha consentito all’equipaggio di arrivare al rifornimento di Roccella Ionica con le idee chiare su quanto si dovesse rifornire e quindi ottimizzando al massimo sul tempo, in questo caso riducendolo grazie a un rifornimento più contenuto rispetto al previsto, frutto anche di una strategia di gara affinata in corsa, assecondando le concrete situazioni verificatesi durante il percorso. A proposito di consumo: appena 3.306 litri per 1.161 miglia nautiche che – tenuto conto dell’enorme peso di bordo, della situazione meteo localmente avversa, della scelta strategica di non ottimizzare le dimensioni delle eliche in funzione delle variazioni di carico (per evitare i rischi connessi ad una operazione di questo tipo in alto mare) e della velocità media elevata tenuta – è da considerarsi ottimo grazie al connubio perfetto fra gli eccellenti motori Suzuki e le evidenti qualità di navigazione dello scafo, dimostrate anche nei tratti in cui il gommone si è dovuto confrontare con mare mosso.

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