Morellino di Scansano anche con il pesce

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Morellino di Scansano, paesaggi

(di Viviana Persiani) Anche il rosso vuole la sua parte, soprattutto quando il color rubino, invecchiando, assume degli accenni granato. Purché di qualità e, magari, con una storia alle spalle che lo abbia reso celebre. Quando si dice “quarant’anni e non sentirli”, anche se il Morellino di Scansano ha vissuto in questi quattro decenni consolidando la sua immagine, sia in Italia sia all’estero e dando voce alla qualità vitivinicola del territorio grossetano.
Dopo aver offerto bella e anche buona mostra di sé all’anteprima Chianti Lovers, a Firenze, grazie al Consorzio di tutela, ottima occasione per la presentazione dell’annata 2017 e la Riserva 2015, di quella che viene definita come l’espressione maremmana del Sangiovese, il Docg Morellino di Scansano, con la sua intensità e la sua finezza, può salire a bordo con voi e trovare il top della sua valorizzazione anche con piatti di pesce. Certo, volendo cambiare e optare per una cena a base di spiedini, arrosti di carne, in particolare di cinghiale (magari anche in umido), il Morellino sarebbe l’ideale, ma sappiate che, se la consuetudine abbina al pesce il vino bianco, sommelier e chef famosi hanno ormai sdoganato anche il vino rosso. Siete dunque autorizzati dal bon ton. L’importante, come sempre, è il rispetto del sapore del pesce e trovare il vino giusto che non ne copra il gusto, ma che lo esalti. Ecco perché il Morellino di Scansano, fiore all’occhiello dei vini maremmani, ricavato da viti che crescono a metà altezza, è indicato anche come accompagnamento per spigole, triglie e scorfani. Mi raccomando, però, stappatelo almeno un’ora prima del consumo: solo così il vino potrà ossigenarsi e rilasciare i suoi profumi intensi e caratteristici, meglio ancora se servito in bicchieri ampi e capienti dove si concentreranno gli aromi del vino. Attenzione alla temperatura perché quella ideale di servizio è attorno ai 18° gradi.

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