Grimaldi, una dinastia a impatto zero

Comments (0) Primo piano, Storie Sottocoperta

  • Emanuele Grimaldi, ad del gruppo
    Emanuele Grimaldi, ad del gruppo
  • La Grande New York
    La Grande New York
  • Ritratto di famiglia. Al centro Guido Grimaldi, scomparso nel settembre 2010
    Ritratto di famiglia. Al centro Guido Grimaldi, scomparso nel settembre 2010

(di Antonio Risolo) Raccontare in poche righe la storia della dynasty di armatori più numerosa d’Italia non è impresa facile. Tentiamo una sintesi, con beneficio d’inventario… Stiamo parlando della famiglia Grimaldi e, quindi, dell’omonimo gruppo fondato nel secondo dopoguerra (1947) dai fratelli Guido, Luigi, Mario, Ugo e Aldo. Tutti figli di donna Amelia, sorella prediletta di un certo Achille Lauro, il Comandante, capostipite della più importante scuola dello shipping italiano.
Sono tempi durissimi. L’Italia è in ginocchio, alle prese con la ricostruzione, anche della flotta mercantile. Ed ecco i fratelli Grimaldi in trincea, già svezzati alla scuola di vita e di lavoro del famoso zio. Così i magnifici cinque cominciano con il trasporto merci via mare acquistando la Liberty, una nave da carico utilizzata dalla flotta americana durante il secondo conflitto mondiale. Subito dopo è la volta dei transatlantici che imbarcano passeggeri sulla rotta Mediterraneo-Sudamerica, verso l’Argentina in particolare. Fino a diventare una multinazionale attiva nella logistica, specializzata nelle operazioni di navi roll-on/roll-off, car carrier e traghetti. Sulle proprie rotte marittime, il Gruppo trasporta auto, diverse tipologie di merci rotabili, container, merce pallettizzata e passeggeri.
Oggi alla guida del gruppo c’è la seconda generazione della famiglia con i fratelli Emanuele (ad) e Gianluca Grimaldi (presidente), figli del patriarca Guido. Ma in azienda si affaccia già la terza generazione.
Primi armatori italiani e primi al mondo per il trasporto marittimo di auto e carico rotabile, oggi i Grimaldi rompono gli schemi dello shipping e annunciano un piano straordinario di investimenti di circa 1,2 miliardi di euro destinati alla costruzione di dodici nuove unità a propulsione ibrida. Un impegno finanziario importante – come sottolinea lo stesso amministratore delegato del gruppo napoletano, Emanuele Grimaldi – considerati gli altri 4 miliardi investiti negli ultimi cinque anni per la costruzione di nuove navi, la realizzazione di altre piattaforme logistiche e connessioni marittime.
Le nuove greenship saranno costruite nei cantieri cinesi e la prima unità “ro-ro” (nave-traghetto progettata e costruita per il trasporto con modalità di imbarco e sbarco di veicoli gommati) sarà varata nel 2020. Installeranno propulsioni ibride a impatto zero, in funzione quando saranno ancorate in porto, grazie a soluzioni tecnologiche coperte da brevetto internazionale. In sostanza, a bordo ci saranno rivoluzionarie batterie al litio che si ricaricano in quattro giorni di navigazione a turbine di ultima generazione.
“Nel settembre scorso – dice Emanuele Grimaldi – parlavamo di dieci navi ibride (sei più quattro in opzione, ndr). Oggi posso annunciare che il nostro piano ne prevede dodici, tre delle quali saranno unità rompighiaccio e che probabilmente faranno parte della flotta Finnlines, il più grande operatore del Baltico e nostra società controllata al 100%. Voglio precisare che sono ancora in corso trattative per perfezionare le varie commesse. Si tratta di navi uniche sotto tutti i punti di vista, soprattutto per quanto riguarda la produttività, la decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni. Su queste navi saranno impiegate tutte le migliori tecnologie esistenti, parte anche di un progetto-copyright firmato da un nostro ingegnere insieme con quello che credo oggi sia il più grande costruttore navale del mondo, il danese Knud Hansen”.
Ma quali sono le specificità’ di queste navi? Indubbiamente si tratta delle più grandi unità di trasporto: “Le navi  più avanzate ed efficienti della nostra flotta, costruite nei cantieri coreani trasportano 250 camion – aggiunge Emanuele Grimaldi – Quelle nuove saranno in grado di imbarcarne 500. Le dieci navi più efficienti al mondo le abbiamo noi e sono state costruite dai cantieri sudcoreani Hyundai“.
Oltre alla capacita di carico doppia, le greenship, hanno una carena rivoluzionaria: “Fantastica direi – continua Grimaldi – Ma l’aspetto fondamentale è il cosiddetto abbattitore Scrubber che durante la navigazione riduce l’emissione di zolfo di almeno di 40 volte. Senza dimenticare il sistema di due cinte collegate al motore principale: una serve a dare potenza ai servizi di bordo, l’altra carica in circa quattro ore le super batterie che sono sulla nave. Nei porti italiani che si trovano a contatto dei centri cittadini, come Genova e Napoli, le emissioni sono pari a zero. Dai calcoli che abbiamo fatto, ritengo che le nuove unità siano quattro volte più efficienti rispetto alle più moderne navi tradizionali in circolazione”.
Dopo la consegna della Grande New York (7 novembre 2017) e la Grande Baltimora (luglio scorso) tra poco sarà varata anche Philadelphia, navi costruite dai cantieri cinesi Jinling di Nanchino. Poi arriveranno quelle dedicate alla capitale del Piemonte: la Grande Torino e la Grande Mirafiori. Quindi, via via tutte le altre in costruzione, nove in tutto, le più grandi navi al mondo per il trasporto di automobili. Attualmente il gruppo Grimaldi schiera una flotta  di 120 unità e impiega 13mila persone. “Di cui – sottolinea l’ad – 10mila europei,  prevalentemente italiani. Nessuna società nei paradisi fiscali, nessuna delle navi del gruppo batte bandiera di comodo. E nessun contributo pubblico… Orgogliosi della nostra trasparenza”.
Vice presidente dell’Ics (International Chamber of Shipping) e past president di Confitarma, Emanuele Grimaldi è molto attivo nelle negoziazioni internazionali relative all’impatto ambientale: “Nel 2020 – aggiunge – anche nel Mediterraneo i livelli di emissione saranno particolarmente ridotti, come prevedono le nuove norme sulle emissioni di Co2. Significa che si dovranno usare carburanti più costosi, oppure installare a bordo abbattitori altrettanto costosi (da 2 a 5 milioni di euro, ndr). In ultima analisi credo ci sia da parte di tutti l’interesse a sviluppare nuove tecnologie. Noi ci riteniamo orgogliosamente i pionieri di questo cambiamento epocale”.
E a proposito di nuove norme internazionali, il gruppo Grimaldi ha investito altri 60 milioni di euro per allungare due ferry-cruise che aumenteranno la capacità di trasporto da 3mila a 3.500 passeggeri ma, soprattutto, monteranno quattro gigantesche batterie elettriche che entreranno in funzione durante le soste nei porti.
“Si tratta di segnali importanti che riguardano la sicurezza sul lavoro, il rispetto dell’ambiente e altro ancora – conclude Emanuele Grimaldi – Sono temi con i quali si deve confrontare l’imprenditore del futuro. Non è più possibile tenere in esercizio navi che hanno 40-50 anni. Possiamo vantarci di avere la flotta più giovane d’Europa e forse del mondo, anche se devo dire che la flotta italiana, soprattutto quella ro-ro, è una buona flotta. Tuttavia ci sono delle eccezioni critiche, ma non vorrei aprire altre polemiche… Bastano e avanzano quelle già in atto nel nostro complesso settore. Dico solo che in mare c’è qualche unità che ha più di cinquant’anni, in barba a una legge dello Stato che invece stabilisce un tetto di venti. La sicurezza non dev’essere un optional, sia per gli equipaggi, sia per i passeggeri. Senza dimenticare l’ambiente. Le conseguenze di un incidente in mare spesso sono catastrofiche”.
Con un fatturato di 3 miliardi di euro, il gruppo napoletano vanta la leadership europea del settore ed è tra i principali operatori mondiali. Oltre alla capofila Grimaldi Lines, la holding è composta da Grimaldi Euromed (Autostrade del Mare), Grimaldi Deep Sea (il core business, trasporto merci sulle rotte atlantiche), Atlantic Container Line, Malta Motorways of the Sea, Minoan Lines e Finnlines.
Per la cronaca più recente, infine, ecco la ciliegina sulla torta: nel novembre scorso il Gruppo Grimaldi è stato insignito del premio Leadership Excellence Award organizzato dal mensile Panorama. La cerimonia di consegna si è svolta nella prestigiosa cornice dell’Harvard Club di New York a margine dell’evento This is Italy, parts unknown, la tappa del tour Panorama d’Italia a New York.

Riproduzione riservata © Copyright Gentedimare2.0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *